Ricostruzione post- sisma, Vaccari e Guerra (Pd): “Stato di emergenza in scadenza, ma serve ancora tempo”
Una richiesta al Governo per sapere quali iniziative urgenti intenda adottare per “prorogare lo stato di emergenza per i Comuni del cratere del sisma del 20 e 29 maggio 2012 e di definire una nuova governance che si occupi della fase finale della ricostruzione dotata di una propria indipendenza decisionale e di tutte le risorse economico-organizzative necessarie per superare la limitazione temporale imposta allo stato di emergenza nazionale”: questo il cuore dell’interrogazione parlamentare rivolta dai parlamentari modenesi Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra insieme agli altri colleghi emiliani del Partito Democratico, al ministro dell’Economia Giorgetti.
La richiesta – avanzata all’unanimità anche dal Consiglio comunale di San Felice sul Panaro e da altri enti locali - è resa necessaria dal fatto che, il 31 dicembre di quest’anno, scadrà la proroga dell’emergenza anche per i Comuni che fanno parte del cratere del sisma: “Sebbene – spiegano i parlamentari - l'esperienza della gestione dell'emergenza e della ricostruzione emiliana è stata virtuosa, come riconosciuto dallo stesso presidente Mattarella nel decimo anniversario del sisma, nei Comuni del cosiddetto cratere ristretto vi sono ancora, a oggi, con ben 780 cantieri privati in atto, con un avanzamento medio pari al 41%, che stante la situazione edilizia generale necessitano di un orizzonte temporale maggiore per la conclusione. Sempre per quanto riguarda la ricostruzione privata, l’importo complessivo da eseguirsi ammonta a 225 milioni a cui si sommano 146mila euro per le unità produttive e opere pubbliche per oltre 1,5 milioni.”
Per questo “se non intervengono proroghe o misure legislative primarie sarà necessario individuare altri strumenti legislativo-normativi necessari al completamento della ricostruzione pubblica e privata. A tal proposito – concludono gli esponenti DEM nella loro interrogazione al ministro - è dunque necessario ridare forza alla collaborazione tra le istituzioni, i cittadini, le imprese e il mondo professionale con la definizione di una nuova governance con un proprio potere decisionale e con tutte le risorse necessarie al fine di agire in modo forte e condiviso, con l'obiettivo di completare la ricostruzione privata, e nei tempi corretti la più complessa ricostruzione pubblica, ridando alla cittadinanza la possibilità di fruire di tutti i beni immobili più identitari”.
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