Ieri Medolla, oggi Concordia. Riaprono i teatri nella Bassa terremotata, ecco perché c’è da festeggiare – Intervista ad Alberto Calciolari
E' una festa grande quella in corso a Concordia sul Secchia tra ieri e oggi per l'inaugurazione del Teatro del Popolo. La struttura artistica viene restituita alla popolazione dopo 11 anni dal sisma del 2012 che ne ha messo in discussione la sicurezza.
Ristrutturato e rimesso a nuovo, il Teatro del Popolo dall'autunno tornerà a essere luogo di aggregazione e intrattenimento per tutto il paese, così come è accaduto a Medolla, dove il Teatro Comunale Facchini è uno dei pochi nella Bassa modenese che ha ripreso l'attività dopo il terremoto. Quello di San Felice, ad esempio capolavoro di stile liberty, attende ancora tra polvere, piccioni e calcinacci.
Per farci spiegare l'importanza di questo evento, e fare il punto della situazione sull'offerta culturale post terremoto, abbiamo intervisto Alberto Calciolari, sindaco di Medolla e presidente dell'Unione Comuni area Nord, esperto - per professione - di Beni culturali.
L'INTERVISTA AD ALBERTO CALCIOLARI
Calciolari, a cosa serve un teatro in un paese?In che senso?L'idea di città non è univoca, ma si deve pensare a due città che convivono in una. La lingua latina usava due parole per indicare la città: "urbs", che era la città delle pietre, e "civitas" la città delle persone: la prima comprendeva gli spazi fisici, urbani, le strade, gli edifici, le case, l'altra era la città delle persone, ma anche delle relazioni tra gli individui, della società, ma anche delle regole e del civismo. Questa distinzione mi pare valida tuttora: le due città convivono e sono funzionali l'una all'altra, e non possono esistere se non in simbiosi.II teatro è una delle cerniere fra queste due città.
Che altro?Il teatro è cerniera per motivi urbanistici, perché è incardinato profondamente nel contesto urbano e, assieme agli altri spazi urbani significativi, dà il senso e scandisce il ritmo della città, dà il tono all'identità visiva, materiale e plastica della stessa. Ma il teatro ha anche funzione identitaria, è un simbolo civico, come il municipio, la chiesa, il museo. E a prescindere che uno ne fruisca o meno, è un simbolo importante. Essendo inoltre privo di connotazioni ideologiche, è davvero uno spazio di tutti.
Il teatro ha poi funzione come luogo di educazione e di crescita per le giovani generazioni. Per arricchirsi culturalmente: anche per questo è cerniera tra città delle pietre e città degli uomini.Ha senso un teatro in ogni paese anche dopo il sisma?
Sì, soprattutto per noi, vittime del terremoto con i paesi pesantemente danneggiati dal sisma. E' un pezzo della nostra identità che deve tornare riconoscibile e fruibile. E la sua offerta culturale rende più attrattivo vivere qui, oltre a ridare senso di vivibilità e attrattività alle nostre terre. Recuperare spazi come questo è un'opera importante e di civismo.Un paese è più bello col suo teatro?
Il teatro è uno di quei luoghi che appartiene all'immaginario delle opportunità, della qualità della vita. La Bassa ha sempre avuto questa sensibilità, davvero qui c'era un teatro pubblico quasi in ogni paese. Purtroppo il terremoto ci ha privato di tutti i nostri storici teatri pubblici. Finalmente ne riapre uno a Concordia - e per questo va ringraziata l'amministrazione di quel comune -, che si associa a quello di Medolla, il primo che ha riaperto. Ciò va a beneficio di tutta la comunità della Bassa.A proposito del Teatro comunale di Medolla, come sta andando nel post sisma?
Molto bene. Il Facchini ha vocazione soprattutto legata al cinema, specie il cinema di essai, sia al chiuso che nella versione estiva. Abbiamo fatto un esperimento a fine luglio con uno spettacolo di musica classica per arpa e archi, e la risposta del pubblico è stata ottima; tra l'altro i musicisti ci hanno detto che il teatro ha una acustica ottima. Pensiamo di inaugurare una nuova vita per il Teatro comunale Facchini di MedollaMa ha senso investire risorse pubbliche in teatri ora che i film e gli spettacoli li possiamo vedere tutti sul telefonino?
Si, ha senso. Avere il telefonino in tasca o scaricare film a casa non è come far vivere un teatro, che è un luogo di socialità dove ci si trova tra persone. Sono spazi che fanno vivere i nostri centri: le persone hanno bisogno di socialità, il telefono non la dà. Per gli amministratori è un dovere civico creare condizioni affinché le persone si ritrovino e abbiano modo di aggregarsi, di riappropriarsi degli spazi urbani, in altre parole di riappropriarsi della "urbs", affinché anche la "civitas" ne tragga beneficio.
LE IMMAGINI DEL TEATRO DEL POPOLO E DEL TEATRO COMUNALE DI MEDOLLA RIMESSI A NUOVO DOPO IL SISMA
- Il teatro del Popolo di Concordia
- Il teatro Facchini di Medolla
IL NOSTRO SERVIZIO VIDEO SULLA RIAPERTURA DEL TEATRO DI CONCORDIA
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