Gruppo “Liste Civiche- Pd Bassa modenese”: “Portare il finanziamento del SSN almeno al 7.5% del Pil”
Per iniziativa del Gruppo consigliare "PD - Liste Civiche", il 29 settembre il Consiglio dell’Unione della Bassa Modenese ha dibattuto e si è espresso a sostegno della proposta di legge avanzata alle Camere dalla Regione Emilia-Romagna, volto a garantire la sostenibilità del sistema sanitario pubblico nazionale, "oggi messa in discussione dal suo strutturale sottofinanziamento".
La mozione, presentata dal capogruppo Paolo Negro insieme al presidente della Commissione Sanità Orville Raisi, è stata approvata dalla maggioranza di centrosinistra. Il centrodestra, “civici” compresi, ha votato contro. “La proposta di legge – spiega il capogruppo Paolo Negro - verte essenzialmente su tre punti fondamentali per salvare il sistema sanitario nazionale. Primo: aumentare di uno 0.21% annuo di PIL il finanziamento del SSN, dal 2023, fino al raggiungimento del 7.5 %, soglia minima per garantire l'attuazione dei nuovi modelli di assistenza sanitaria pubblica. Secondo: modificare l’articolo 11 del DL 35/2019 per sbloccare gli attuali tetti di spesa del personale dipendente, stante la strutturale ed insostenibile carenza di personale. Terzo: definire la necessaria copertura finanziaria del SSN, valutata in 4 miliardi per l’anno 2023, 8 miliardi per il 2024, 12 miliardi di euro per il 2025, 16 miliardi di euro per il 2026, 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2027. È una battaglia che non ha colore politico, come non lo ha il diritto alla salute. Un sistema sanitario nazionale, pubblico ed universalistico, non può reggersi con una spesa inferiore al 7 % del PIL. La media dei 37 Paesi OCSE è dell’8.8 % del PIL e al 10 % circa in Franca e Germania. La prima finanziaria del Governo Meloni ci ha portato sotto il 7 % del PIL, al 6,7 %, e senza correzioni nel 2024 si scenderà al 6.3 % del PIL. Con questi numeri, è in questione il diritto alla salute sancito dall'art. 32 della Costituzione italiana, che impone alla Repubblica di tutelare la salute come diritto fondamentale della persona. Stupisce in negativo il voto contrario dei consiglieri di centrodestra, anche i cosiddetti civici, perdendo un’occasione per convergere su una giusta battaglia che, ripeto, non ha colore ma è una scelta di campo per salvare il sistema sanitario pubblico nazionale”.
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