Aimag, Giorgio Siena (+Mirandola): “E se il Cda si dimettesse?”
MIRANDOLA- Nei giorni di apertura del processo amministrativo al Tar di Bologna, partito dalla denuncia di 11 Comuni della Bassa modenese, il capogruppo della lista civica +Mirandola interviene sul nodo Aimag..
Questa la nota di Siena:
"E’ davvero sgradevole, dilettantesco e poco istituzionale, il comunicato dei sindaci, autori del blitz che ha estromesso dal CdA i comuni fondatori dell’azienda AIMAG, che riducono il ricorso dei comuni dell’Area Nord e del mantovano ad un mero fatto politico, di bassa cucina elettorale, quando si sa che il ricorso ha fondate ragioni, e andrà avanti fino alla sentenza definitiva.
Che il comunicato sia opera del sindaco di Carpi, non stupisce, ma che sia firmato dal sindaco di Soliera, Solomita - segretario provinciale del PD- questo sì è molto grave e pone il PD di Mirandola e dell’Area Nord di fronte alla necessità di reagire a difesa del loro ruolo di espressione e di rappresentanza politica.
Fortunatamente il principale protagonista, il sindaco di Carpi, Bellelli, se ne andrà fra qualche mese (con un effetto di
trascinamento negativo sull’intero PD carpigiano, come appare dai sondaggi), ma ormai il problema si sposta sui possibili sviluppi futuri e sugli effetti nei prossimi tempi.
Rimangono due conseguenze immediate che non sono da sottovalutare: il blocco alle scelte strategiche e di sviluppo in un settore (Ambiente – Energia e Idrico) decisivi negli sviluppi futuri, e di qualsiasi prospettiva di espansione di Aimag verso altre Aziende Multiutility di aree limitrofe; la sospensione dell’assegnazione dei dividendi ai comuni di Aimag che hanno costruito i bilanci sulla base delle entrate storiche. Una grande incertezza sulla gestione dei bilanci di tutti i comuni, a partire da quello di Carpi, per i prossimi mesi.
La situazione reale è di tale gravità che toccherebbe a Ruggeri (presidente) a Papotti (vice), Baroncini, Brunetti e Casarini assumere la responsabilità di dimettersi dagli incarichi per consentire di tornare a un patto di sindacato coerente con la natura e le potenzialità di AIMAG. Del resto non sarà comunque il TAR a riprendere le fila di un dialogo fra i Comuni, confronto che sarà invece necessario riprendere, se non si vuole siano tagliate le radici di un'azienda del territorio".
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