Raccolta firme Cispadana, il Coordinamento: “Autostrada non è soluzione che guarda al futuro”
Attraverso una nota stampa, il Coordinamento Cispadano No Autostrada Si Strada a scorrimento veloce interviene in merito alla recente raccolta firme in occasione del TEDxMirandola 2023:
"Il 21/04/2022 la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato il Progetto “La transizione ecologica attraverso il percorso per la neutralità carbonica prima del 2050”. Già con il Patto per il lavoro e il clima, (DGR n.1899 del 14/12/2020) la Regione aveva stabilito di “accelerare la transizione ecologica, per raggiungere la neutralità carbonica prima del 2050”. Ora che è stato definito il Percorso per la neutralità carbonica della Regione prima del 2050 da una struttura tecnico-scientifica di supporto ad alto livello, un comitato di esperti e una grande attenzione al contributo della partecipazione dei cittadini, tutti coinvolti poi nei Forum, con referente politico al momento della approvazione la vicepresidente Elly Schlein, la stessa Regione ha il dovere di incentivare le aziende del territorio a raggiungere la sostenibilità ambientale e, nello specifico, dare loro la possibilità di utilizzare una rete di trasporto coerente con il Percorso per poter così accedere alle agevolazioni del Fondo che finanzia i progetti indicati nel Decreto Interministeriale 01/12/2021 e che si riallacciano ai Progetti del Green New Deal italiano. Le imprese che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’ industria e centri di ricerca, hanno così la possibilità di aderire ai progetti riguardanti la de-carbonizzazione dell’economia e a questo scopo, dovendo agire sulle emissioni dirette e indirette fra cui la più impattante per la produzione di CO2, dovranno rivedere il trasporto delle materie prime, la distribuzione del prodotto e lo spostamento delle persone, cioè la forma di mobilità. Alla luce di tutto quanto la Regione Emilia-Romagna ha già inserito nei suoi Piani e Programmi che ha fin qui proposto anche la gestione della mobilità che dovrà seguire questo percorso verso la neutralità carbonica e le stesse aziende produttive insediate nel territorio dovranno sostenerlo consapevoli sia della responsabilità che grava su di esse ma, nel contempo, anche per i vantaggi loro apportati dalla Certificazione Carbon Footprint.
Se dunque questo è l’obbiettivo che come Regione ci si è dati, lascia alquanto perplessi la soluzione viaria ipotizzata nel testo di raccolta firme promossa durante lo svolgimento della recente iniziativa a Mirandola e che ha trovato l’adesione di un certo numero di aziende presenti sul territorio. Comprendiamo l’esasperazione del sistema imprenditoriale a fronte di un continuo rinvio, di anno in anno da oltre 10 anni, della soluzione del problema di collegamento con l’esterno per i motivi che ben conosciamo (mancanza cronica di capitali privati e insostenibilità economica dell’opera) ma è altrettanto vero che la realizzazione di una autostrada, oggi, non è certamente la soluzione che guarda al futuro ma agli anni '60 del secolo scorso. Ci aspetteremmo piuttosto realismo e pragmatismo. In un domani trasportistico ravvicinato (vedi apertura del secondo tunnel ferroviario del Brennero con tutte le ricadute in essere e potenziamento della linea Ravenna-Poggio Rusco oltre alla Parma-Poggio Rusco) sempre più proiettato all’utilizzo della ferrovia per le medie e lunghe distanze, una autostrada chiuderebbe, anziché aprire, le porte dello scambio commerciale con il resto d’Europa e da e per il Porto di Ravenna e La Spezia con il sud-est asiatico. Sarebbe finalmente utile prendere in esame il combinato disposto di strada a scorrimento veloce (già realizzata per 1/3) e piattaforma intermodale di prossimità, cosa che come Coordinamento suggeriamo da diversi anni, anche alla luce del sempre più evidente impegno sia della Regione (potenziamento reti) che di Autobrennero (aumento significativo del vettoriamento) nel settore ferroviario oltre al fatto che la stessa Autobrennero non ha inserito la Cispadana autostradale nel maxi investimento da 7,2 miliardi proposto al Governo per riavere la concessione di A22. Una riflessione complessiva va dunque attuata in breve tempo. Non possiamo, come territorio, aspettare un altro anno per sapere se e come il tema verrà affrontato".
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