Economia, Confesercenti Modena: “Segnali d’arresto, occorre sostenere la domanda interna”
Le rilevazioni Istat sulle stime preliminari dei prezzi di luglio e sul Pil del secondo trimestre 2023 indicano che il rimbalzo dell'economia post-Covid è terminato. Dati di criticità anche in provincia di Modena, dove il commercio mostra una ripresa di vendite al di sotto dell'inflazione. E' quanto spiega in una nota stampa Confesercenti Modena
"La flessione del Pil nel secondo trimestre - si legge nel comunicato dell'associazione di categoria - con un quadro di rientro dell'inflazione più lento del previsto indica, da un lato, che la dinamica della flessione è ormai avviata ma dall'altro, viste le dimensioni degli shock energetici e delle materie prime anche alimentari, che il percorso verso l'obiettivo del 2% non sarà completato prima di due anni. Uno scenario che, purtroppo, continuerà ad incidere negativamente sul potere d'acquisto delle famiglie. Il dato sul Pil conferma a livello nazionale la contrazione dell'industria e il rallentamento dei servizi, sostenuti comunque dal proseguimento della domanda turistica. La stima prospetta una crescita media che potrebbe restare al di sotto dell'1%, considerando anche il peggioramento della crescita acquisita rispetto ad inizio d'anno. Il comparto turistico, inoltre, pur rappresentando ancora il maggior volano per il PIL rischia, a causa degli eventi meteorologici negativi e delle estreme ondate di calore, di registrare un risultato inferiore rispetto alle iniziali previsioni.
Un quadro di incertezza - prosegue Confesercenti Modena - a cui si aggiungono il rallentamento del commercio mondiale da un lato e, dall'altro, i continui aumenti dei tassi di interesse con ricadute negative su consumi, credito e investimenti. Su base nazionale poi, le restrizioni del reddito di cittadinanza, a regime, potrebbero portare ad una riduzione dei consumi di circa 1 miliardo di euro l'anno, se non ci sarà una compensazione dal punto di vista dell'occupazione. Anche per la provincia di Modena, i primi dati congiunturali della CCIAA relativi al primo semestre evidenziano una situazione complessa e differenziata nei diversi comparti, con la metalmeccanica e il biomedicale che continuano a trainare la crescita ma con settori che presentano una dinamica di criticità. Nel terziario si confermano più dinamici i comparti alloggio e ristorazione e i servizi alle persone che mostrano rispettivamente incrementi di fatturato del +8,2% e +5,6%, mentre il commercio al minuto, dopo la flessione delle vendite registrata nel semestre precedente, evidenzia sì una ripresa delle vendite a valori (+3,9%) ma, considerate le medie inflattive, la variazione tendenziale del fatturato in volumi continua ad evidenziare criticità, come pure il commercio all'ingrosso (+0,3%) e i servizi alle imprese (+2,4%)". "Sarà cruciale, nei prossimi mesi, mettere in campo interventi di sostegno alla domanda interna, la cui ripresa è prioritaria per evitare scenari di crescita zero o addirittura recessivi - commenta Mauro Rossi, presidente provinciale Confesercenti Modena. In particolare le imprese del dettaglio tradizionale devono essere sostenute con interventi che ne migliorino la competitività e permettano loro di agire in un quadro normativo che non le penalizzi, come avviene da decenni. Per i piccoli esercizi commerciali, infatti, le vendite continuano a segnare il passo rispetto alla grande distribuzione, in particolare rispetto agli hard discount, ed a subire la concorrenza sleale delle grandi piattaforme online" conclude Rossi.
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