Alluvione, Platis e Casano (FI): “Caro Bonaccini, a Nonantola hai ‘pieni poteri’, eppure le pratiche sono incagliate”
NONANTOLA- "Bonaccini si lamenta di Figliuolo, ma a Nonantola ha ‘pieni poteri’ e la situazione è questa: la ricostruzione dopo 30 mesi è ferma esattamente alla metà: 50%; a maggio ha addirittura chiesto un’ulteriore proroga, nella speranza di finire entro il 31.12.2024. I cittadini devono anticipare i soldi per i lavori gli interventi più importanti “fanno acqua”. I rimborsi per i nonantolani non sono mai al 100% e ben 75milioni di euro per il nodo idraulico di Modena sono fermi sui conti correnti della Regione e dunque non utilizzati per la messa in sicurezza del territorio"- è quanto denunciano i consiglieri comunali di Forza Italia a Nonantola Antonio Platis e Pino Casano.
La nota:
"Caro presidente Bonaccini, non crede che sia il caso di raccontare come ha gestito l’Alluvione di Nonantola nel 2020?
Forse sarebbe bene a riavvolgere il nastro delle sue lagnanze e partire da qui.
A dicembre 2020 è letteralmente “deflagrato” in un tratto rettilineo e con livelli d’acqua modesti il fiume Panaro. Allagando un territorio limitato ma densamente abitato e quasi tutto nel comune di Nonantola (1800 famiglie e 200 imprese sott’acqua). Il fiume ha rotto proprio a poche decine di metri da dove era uscito già nel 2014. Non si governa coi rattoppi.
In quei sei anni, diciamolo, è stato fatto poco o nulla, tant’è che la vostra commissione di inchiesta ha decretato che l’argine era ammalorato e costruito con materiale di riporto. Inoltre istrici, tassi e nutrie avevano ridotto l’argine ad un’autentica groviera, un dedalo di tunnel sotterranei al punto che una sola tana è stata la causa scatenante dell’esondazione. Sì, proprio quegli animaletti più o meno simpatici che la vostra sinistra ambientalista e ideologizzata difende senza se e senza ma.
Draghi stanziò 100 milioni, dicendo di risarcire le popolazioni e di usare il resto per sistemare il nodo idraulico. Oggi ne avete impegnati 25milioni per la popolazione e 75 sono sui conti correnti della Regione fermi e immobili. Perché?
I nonantolani non hanno avuto indennizzi sulle automobili. Hanno beneficiato di un ristoro al 100% solo nel momento in cui sono riusciti ad abbinare ai contributi per l’alluvione gli ecobonus. Hanno dovuto anticipare i fondi, perché in anticipo non è arrivato nulla, solo un prestito ponte con una banca del territorio che chiedeva pure garanzie reali ai cittadini.
Ad oggi gli interventi sotto i 10mila euro sono stati tutti eseguiti, mentre i più corposi e importanti sono al palo, anche perché i tassi di interesse sono volati e la Banca li pretende. Si è fatta fino ad ora solo un’operazione di maquillage o, se preferite, di mera facciata, roba da “armicromisti” politici.
A fine maggio 2023, dopo 30 mesi, la ricostruzione era al 50% e il sindaco PD ha chiesto la proroga a dicembre 2024 per ultimare i cantieri!
Questo Bonaccini non lo dice. Così come non racconta la politica degli annunci a cui ha assuefatto gli emiliano-romagnoli.
Un esempio: i dipendenti assunti per far fronte alla mole delle pratiche relative all’alluvione saranno pagati dalla Regione. Invece, il 27 del mese, il piccolo municipio nonantolano ha versato e versava gli stipendi arrivando a vantare un credito di 454 mila euro verso la Regione.
Ad aprile 2023, il sindaco PD si è permesso di chiedere lo storno. La Giunta Bonaccini ne ha dati 200mila e gli altri più avanti. Il Comune, evidentemente, può aspettare.
Caro Bonaccini, a Nonantola hai ‘pieni poteri’, eppure le pratiche sono incagliate e qui non ci sono scuse?
Alla fine, di questo passo, ci vorranno 4 (quattro!) anni ancora, per ricostruire tutto. Una follia.
Intanto ci sono i 75milioni fermi – come denunciato dalla nostra brava consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini – e non spesi dalla Regione per mettere in sicurezza il nodo idraulico di Modena.
Noi siamo già stati presi bellamente per il naso, facciamo che ciò non capiti anche agli amici romagnoli, se no il coro di “più Figliuolo e meno Bonaccini” potrebbe farsi assordante. È anche per questo che le sinistre delle molte parole e dei pochi fatti, perderanno le prossime elezioni regionali".
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