Tariffe rifiuti spropositate a Finale Emilia, Lugli (Sc): “La Giunta deve riparare il danno”
FINALE EMILIA - "La Giunta deve riparare il danno". Così Stefano Lugli, esponente di Sinistra civica e coraggiosa interviene sui maxi aumenti della spazzatura che hanno colpito i commercianti di Finale Emilia. Commenta Lugli:
Mentre qualcuno prova a negare l’aumento spropositato delle tariffe TARI, in particolare per le attività produttive, chi ha provato ad andare a chiedere spiegazioni all’ufficio Geovest di Finale Emilia si è sentito rispondere che “queste sono le tariffe approvate dal Comune, e noi non possiamo farci nulla”. Risposta prevedibile, da parte di chi fornisce il servizio, che deve essere richiamato a migliorare la qualità, non certo a fare un passo indietro sulle tariffe dopo che queste sono già state approvate dal consiglio comunale. La Giunta Poletti sceglie di rimanere in silenzio, probabilmente con la speranza che la protesta si affievolisca, ma rimane il fatto che questa Giunta ha deliberatamente optato di far gravare sulle attività produttive e sulle famiglie l’aumento del costo richiesto da Geovest. Una scelta politica, di cui prendiamo atto, ma che non ci trova concordi, dato che sono proprio le attività produttive quelle ad aver subito le conseguenze del mancato avvio dei cantieri della ricostruzione post-sisma, in particolare del ponte vecchio, e dei ritardi nel rifacimento di Piazza Garibaldi senza che sia stato messo in atto un piano di sosta alternativo, come inizialmente era stato promesso. E sono le famiglie a subire un caro vita che erode stipendi e pensioni che vengono ulteriormente colpiti da questi aumenti non preventivati e tantomeno illustrati alla cittadinanza. Se è ormai tardi per rimediare alla scelta fatta, almeno si dovrà provare a rettificare le tariffe rifiuti per le imprese in sede di conguaglio con la prima bolletta del 2024. È una strada che l’Amministrazione può praticare, se vuole dare una risposta credibile a imprese e commercianti oggi alle prese con bollette spropositate. Si dovrà aspettare un anno, ma almeno sarà posto rimedio a questa sperequazione. Non riteniamo percorribile, invece, la strada di procedere con uno sconto solo ai commercianti che hanno le attività che si affacciano su Piazza Garibaldi, perché la situazione riguarda tutte le attività. L’indennizzo per il disagio da cantiere va affrontato, se l’Amministrazione vorrà affrontarlo, con altri strumenti e risorse.
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