Salute mentale, Ausl al lavoro per organizzare un torneo di calcetto con utenti e operatori
Per la prossima edizione, infatti, il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Modena diretto dal dottor Fabrizio Starace è al lavoro per organizzare un torneo di calcetto con squadre formate da utenti e operatori sanitari dei Centri di Salute Mentale della provincia modenese e di altre province della regione.
“La testa nel pallone”, questo il nome del torneo che si terrà a ottobre, rappresenterà un’occasione straordinaria di socializzazione, condivisione di emozioni ed esperienze, proprio com’è stata quella analoga vissuta da due operatori- Angelo Amato del Centro di Salute Mentale di Modena Ovest e Lorenzo Bambacigno del Centro di Salute Mentale di Carpi, da sei utenti dei servizi- lo scorso maggio, quando si sono recati in Puglia per partecipare a “Sportiva…Mente”, altra grande manifestazione della Salute Mentale che ha richiamato persone da tutta Italia e oltre.
È stato proprio il bagaglio di esperienze e di grande soddisfazione lasciato in dote da questa partecipazione a spingere i professionisti modenesi a organizzare a loro volta un torneo di calcetto in occasione della prossima edizione di Màt.
“Sono stati quattro giorni meravigliosi – raccontano Amato e Bambacigno – in cui gli utenti che abbiamo accompagnato hanno potuto vivere un’esperienza nuova, arricchente e di grande aiuto sia per quanto riguarda la riabilitazione che l'inclusione sociale attraverso lo sport. Lo è stata anche per noi, perché abbiamo conosciuto tante colleghe e tanti colleghi con cui è stato possibile condividere progettualità diverse, fonte di stimolo per fare sempre meglio a vantaggio dei nostri utenti. Per questo, una volta rientrati a Modena abbiamo pensato subito a trasformare questa occasione in opportunità, lavorando a un torneo di calcetto che si svolgerà durante Màt, una manifestazione ormai consolidata e riconosciuta”.
“Ringrazio i professionisti che stanno organizzando questa nuova iniziativa – sottolinea il dottor Starace – un progetto di inclusione e di lotta allo stigma che andrà ad arricchire il cartellone della nostra rassegna storica. Su queste direttrici si innesta il lavoro del Dipartimento di Salute mentale, che crede fermamente nell’importanza di interventi di tipo sociale e relazionale in affiancamento alle attività cliniche”.
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