In vigore la riforma delle società sportive dilettantistiche: ecco cosa cambia
di Simone Guandalini
Una vera e propria rivoluzione è in atto nel mondo sportivo dilettantistico. Dal 1° luglio, infatti, è entrata in vigore la nuova riforma che cambia le regole per le società dilettantistiche. Ecco le principali novità, tenendo conto che un decreto correttivo, presentato nelle scorse settimane, non è ancora stato approvato in maniera definitiva, quindi qualche modifica alle normative è ancora possibile:
Volontario sportivo e lavoratori sportivi
Da un lato, con la nuova riforma, viene introdotta la figura del volontario sportivo: si tratta di colui che presta servizio presso una società dilettantistica senza alcun compenso, ad esclusione di rimborsi di lieve entità (nel decreto correttivo si parlerebbe di una cifra di circa 150 euro al mese), per vitto, alloggio, o viaggi. Il volontario deve comunque essere assicurato per la responsabilità civile verso terzi.
Dall'altro, invece, cambia la normativa inerente ai lavoratori sportivi, tra cui sono compresi allenatori, atleti, arbitri, direttori sportivi, istruttori, tecnici, preparatori atletici e tesserati delle società che svolgono compiti non amministrativi o gestionali. I lavoratori sportivi potranno avere un rapporto di lavoro subordinato (non superiore ai cinque anni, dovranno iscriversi al fondo pensionistico dei lavoratori sportivi) oppure autonomo (co.co.co.).
Tutti i lavoratori sportivi sono obbligati ad avere assicurazione Inail. I contributi dei lavoratori sportivi nel mondo dilettantistico sono esenti ai fini Irpef e Inps fino a 5mila euro annui, mentre tra i 5.001 e i 15mila euro annui sono dovuti solo i contributi. Se si superano i 5000 euro annui obbligo di contribuzione INPS con l’aliquota contributiva per i dilettanti titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa e per i dilettanti che svolgono prestazioni autonome fissata al 25%. Dai 15mila euro in sui si pagano anche Inps e Irpef sulla parte eccedente la cifra di 15mila euro annui.
Asd e Ssd dovranno, inoltre, comunicare, attraverso il nuovo Registro nazionale (di cui parliamo in seguito) i rapporti di lavoro sportivo, ad eccezione di quelli non imponibili a livello fiscale e previdenziale, entro 30 giorni dalla stipulazione.
Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche
Con la nuova riforma, viene istituito il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, che sostituisce quello preesistente (le società iscritte a quest'ultimo, verranno direttamente iscritte anche al nuovo Registro). La principale novità del nuovo Registro consiste nel fatto che le società dilettantistiche dovranno caricare al suo interno rendiconti o bilanci e eventuali modifiche allo statuto, organi, e sede legale, oltre, come detto in precedenza, a nuovi rapporti di lavoro sportivo.
Statuto e incompatibilità
Con la nuova riforma, ad amministratori si Ssd e Asd sarà impedito di ricoprire altre cariche all'interno di società che operino nello stesso ambito. Per quanto riguarda gli statuti, invece, per cui ci dovrebbe essere però tempo fino al 31 dicembre 2023 per mettersi in regola, Asd e Ssd potranno svolgere attività secondarie e strumentali a quelle principali indicate nello statuto, a patto che siano compatibili.
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