Cispadana e Sanità, il Coordinamento replica alle parole di Palma Costi
Silvano Tagliavini, del Coordinamento cispadano, replica alle recenti affermazioni della consigliera regionale Palma costi su Aimag, Cispadana e Sanità.
La nota del Coordinamento:
"Si inasprisce lo scontro sulla vicenda AIMAG, che per la prima volta rischia seriamente di perdere la propria autonomia di Azienda pubblica, tra le Forze politiche presenti sul territorio ma anche all’interno di una stessa Forza politica. L’intervento della consigliera regionale Costi amplia l’arco di tematiche nella discussione inserendo anche la Cispadana e la Sanità.
Non è nostra consuetudine, come Coordinamento, entrare nel merito delle vicende che non toccano direttamente il tema Cispadana (come singoli cittadini abbiamo modo di farlo in altri momenti e sedi). Non pensiamo che ci fosse la necessità di parlare di Cispadana in questo contesto ma visto che la consigliera regionale Costi è propensa a dispensare colpe ad altri è utile, per il bene della “Politica”, fare chiarezza.
Certamente anche la “Destra” dell’Area Nord ha le sua responsabilità in fatto di Cispadana: quella di avere divagato sul da farsi (vedi proposta di “bretellina autostradale” da Reggiolo a Mirandola) o non dare attuazione alla promessa di valutare soluzioni alternative all’autostrada se non si fossero aperti i cantieri entro un anno (Amministrative del 2019 a Mirandola e aggiungiamo pure l'evidente mancanza di sintesi con la componente ferrarese da sempre favorevole all’autostrada) creando così le condizioni per cui chi aveva il dovere e la responsabilità di affrontare la problematica non lo ha fatto in questi ultimi venti anni. Stiamo parlando del PD: forza politica di maggioranza sia in Regione che in molte realtà locali, Province comprese, e che ha pesanti e varie responsabilità che vengono da lontano: nel 2006 l’aver stravolto il cronoprogramma che prevedeva la realizzazione dei tratti mancanti di strada a scorrimento veloce entro il 2007/2009 (Muzzarelli) con una spesa di 85 milioni di euro (oggi ne occorrono 250 circa) propendendo per una autostrada al servizio di altre mire trasportistiche (vedi progetto autostradale “collegamento dei due mari”).
L’avere scelto un sistema di finanziamento come il Project financing che, fatto reale, nel resto d’Europa prevede il rischio di impresa del Concessionario (nel nostro caso ARC) mentre in Italia viene furbamente addossato al Concedente (vedi casi BRE.BE.MI. e Pedemontana veneta. Per la Cispadana la Regione ER con l’art. 30 della convenzione). Responsabilità per avere accettato in fase di assegnazione della Concessione (2010) il Piano economico- finanziario proposto da ARC e spudoratamente farlocco. Cosa confermata una prima volta nel Bilancio 2018 e ancora in quello del 2019 da ARC. Come se non bastasse confermato nel 2021 da Pattuzzi con la famosa frase: “tutto da rifare, l’opera non si sostiene economicamente”.
Per avere volutamente ignorato i segnali inequivocabili del cambiamento delle strategie trasportistiche locali (la stessa Regione che potenzia le tratte ferroviarie collegando così il Porto di Ravenna e quello di La Spezia, a Poggio Rusco, con la Bologna-Brennero rendendo di fatto inutile la Cispadana autostradale), quelle nazionali (vedi Autobrennero vettore ferroviario e realizzazione del 2° tunnel ferroviario del Brennero) e quelle internazionali (vedi piani europei TEN-T). Per avere preso sottogamba i tempi dell’iter progettuale dell’autostrada (più volte rimandato al mittente dalla Commissione V.I.A.) e il continuo aumento dei costi (ultima stima di Pattuzzi nel 2022 è di un miliardo e 700 milioni, oltre 500 milioni la stima iniziale) tanto da dovere impegnare somme ingenti, tra Regione e Governo, non previste in fase di trasformazione in autostrada e dopo la Concessione per un totale oggi di 539 milioni di euro (il doppio di quanto necessario per realizzare i tratti mancanti di strada a scorrimento veloce e che dovevano essere recuperati tramite un canone di concessione ora azzerato).
Il reiterato rinvio dell’apertura dei cantieri accampando scuse incredibili (le uniche motivazioni reali sono che tutto dipende dalla Concessione A22 e dalla, non ancora accertata, diponibilità delle Banche di finanziare l’opera), prendendo in giro cittadini e imprese del territorio che hanno un drammatico bisogno di viabilità decente e soprattutto al servizio del territorio (viabilità decente e alvservizio del territorio garantite invece dalla strada a scorrimento veloce realizzabile in minor tempo).
Per non avere ancora valutato l’opportunità di una piattaforma intermodale nel territorio e di cui stiamo, come Coordinamento,
indicando l’esigenza da alcuni anni ma sempre ignorati.
Per concludere: non crediamo che il problema stia nelle Forze di opposizione, come sembra volere indicare la Costi, ma stia drammaticamente all’interno delle forze di Governo regionale e ti tante Amministrazioni locali (molte a traino PD), comprese le Province, coinvolte nel progetto. Per quanto riguarda l’altro argomento citato dalla Costi, la Sanità, è bene ricordare che è materia regionale, con tutte le responsabilità del caso (vedi il mancato ospedale baricentrico Carpi-Mirandola).
Da parte nostra c’è sempre stata, e c’è ancora, ampia disponibilità per un confronto serio e costruttivo per il solo fine per cui ci impegniamo ogni giorno “politicamente”: il bene economico e ambientale del territorio".
Silvano Tagliavini a nome del Coordinamento
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