Caldo record e rischi sul lavoro, Europa Verde: “Serve un decreto urgente che tuteli i lavoratori”
Le ondate di calore rappresentano una delle maggiori minacce per la salute derivanti dal cambiamento climatico: nel 2022 si sono registrati 61mila decessi complessivi in 35 paesi europei (fonte: Nature Medicine). Anche il mondo del lavoro paga le conseguenze del grande caldo: da inizio luglio in Italia sono morti già tre lavoratori a causa delle alte temperature. Recentemente i fenomeni climatici estremi sono stati posti in relazione anche con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro: temperature che superano i 38 gradi portano ad un aumento del 10-15% di probabilità di incidenti.
Europa Verde si occupa di questo tema da anni e il 26 luglio la capogruppo in Regione Silvia Zamboni ha presentato un’interrogazione nell’Aula dell’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta regionale di sollecitare governo, sindacati e associazioni imprenditoriali a definire un accordo urgente a livello nazionale e a sostenere a livello regionale intese tra le parti finalizzate a individuare le necessarie modifiche temporanee all’organizzazione del lavoro in presenza di temperature superiori a 35 gradi, fino ad arrivare alla sospensione delle attività e all’utilizzo della cassa integrazione ordinaria, come previsto da INPS dal 2017.
Nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil avevano scritto una lettera alla ministra dal lavoro Marina Calderone proprio per sollecitare il Ministero, in raccordo con l'INAIL, a dare “urgenti indicazioni alle imprese di valutare - insieme alle rappresentanze sindacali - modifiche temporanee all’organizzazione del lavoro", rimodulando turni e orari, fino ad arrivare, se necessario, all’astensione dalle attività e all’utilizzo della cassa integrazione ordinaria. Anche in Emilia-Romagna le organizzazioni sindacali si sono mobilitate per chiedere misure adeguate per la tutela della salute dei lavoratori che operano in ambienti di lavoro con temperature troppo alte.
“L’impatto delle temperature estreme è particolarmente rischioso sia per chi svolge la propria attività lavorativa in ambienti dove non è possibile conseguire le condizioni di comfort a causa di particolari esigenze produttive, sia per chi lavora all’aperto, come nel settore agricolo, delle costruzioni e delle manutenzioni stradali - dichiara Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidentessa dell’Assemblea legislativa- Il 25 luglio si è svolto un incontro al Ministero del Lavoro sul quale i sindacati hanno espresso insoddisfazione per la mancanza di risposte in merito alla loro richiesta di un decreto urgente per bloccare le attività lavorative con esposizione ad alte temperature. Ho inoltre richiamato il documento di indirizzo redatto nel 2021 dalla Regione Emilia-Romagna LA PREVENZIONE DEL RISCHIO DA STRESS DA CALORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO, che prevede tra le indicazioni al datore di lavoro l’individuazione di un responsabile per la sorveglianza delle condizioni meteoclimatiche per attuare le misure di prevenzione individuate dal datore di lavoro, e l’invito a evitare il più possibile le lavorazioni durante le ore di maggior caldo. La risposta alla mia interrogazione da parte del sottosegretario alla Presidenza Davide Baruffi mi ha soddisfatta. Il sottosegretario ha infatti dichiarato che la Giunta condivide le preoccupazioni di Europa Verde e che, in attesa del decreto annunciato dal governo, sta monitorando i vari accordi che si stanno siglando in Emilia-Romagna a livello aziendale ed è disponibile ad accompagnare le parti ad individuare soluzioni appropriate. Inoltre, ha reso noto che i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dei Dipartimenti di Sanità pubblica promuovono azioni di controllo e vigilanza affinché le aziende e i lavoratori adottino le dovute misure di valutazione gestione del rischio".
"Considerato che le alte temperature sono un fenomeno ormai stabile delle nostre estati, nel mio intervento di replica - conclude la consigliera Zamboni - ho sottolineato la necessità di non farsi trovare impreparati l’anno prossimo, promuovendo già a maggio 2024 un confronto tra le parti per definire con congruo anticipo misure di prevenzione delle ondate di calore sui luoghi di lavoro per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori”.
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