Legalità e piccola impresa: il 26 giugno l’incontro pubblico lo la prefetta Camporota
MODENA- L'illegalità altera la concorrenza, distrugge il lavoro di tanti imprenditori, mina il tessuto economico e sociale, rappresenta un pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini. In particolare contraffazione, usura, abusivismo e atti criminosi sono fenomeni antichi e complessi, che penalizzano non solo il mercato del terziario, ma indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy, alimentando la criminalità organizzata e sottraggono entrate fiscali allo Stato.
Per contrastare con maggior forza questi fenomeni è utile un sistema di controlli più efficace, ma soprattutto una risposta corale per promuovere e rafforzare la cultura della legalità: Confesercenti Modena propone un confronto su questi temi, per coinvolgere istituzioni, imprenditori, cittadini.
"Legalità e piccola impresa. Valori da preservare per la sicurezza del tessuto economico e sociale del territorio" è il titolo dell'evento in programma lunedì 26 giugno a partire dalle 16.30 presso l'Auditorium della sede provinciale di Confesercenti (in via Paolo Ferrari 79 a Modena). L'incontro si apre con i saluti del presidente provinciale Confesercenti Mauro Rossi e del sindaco Gian Carlo Muzzarelli; coordinati dal direttore provinciale dell'associazione Marvj Rosselli intervengono la senatrice Vincenza Rando, componente della Commissione parlamentare Antimafia e della 7ª Commissione Permanente del Senato, Andrea Bosi, assessore alle Politiche per la Legalità del Comune di Modena e Giancarlo Melandri, Coordinatore Regionale della Rete per la Legalità "SOS Impresa".
Conclude i lavori la prefetta di Modena dottoressa Alessandra Camporota.
"La legalità, la trasparenza e la sicurezza si configurano come valore economico, oltre che sociale e istituzionale, in grado di accelerare il processo di sviluppo del Paese - sottolinea Mauro Rossi, presidente Confesercenti Modena. La legalità è connessa, quindi, al tema della "sicurezza", intesa non esclusivamente come politica di controllo del territorio e di repressione dei reati, ma come condizione imprescindibile per il buon funzionamento dell'economia e della libertà di mercato. Gli strascichi dell'emergenza pandemica, la crisi dei costi energetici, l'inflazione, rappresentano un vero e proprio detonatore di fenomeni criminali e illegali: anche per questo, quando chiediamo moratorie, fiscali e creditizie, non chiediamo "salvagenti" per le imprese, ma strumenti che possono essere decisivi per non appigliarsi altrove e dare spazio alla criminalità organizzata e all' illegalità".
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