Da Bastiglia a Polinago il ricordo del partigiano Nino Muzzioli, nato a San Prospero
Un Cippo non è solo il doveroso ricordo di chi ha dato la vita per la libertà ma diventa anche il simbolo dell'unione di più territori e dell'incontro di persone, di storie, di realtà tra passato e presente verso il futuro.
Lo dimostra quello di Nino Muzzioli, partigiano della "Costrignano" nato a San Prospero ma cittadino di Bastiglia.
Grazie ad un'idea del Presidente della Sezione ANPI Prignano e Polinago ieri la sua sezione ha incontrato quelle di Bastiglia-Bomporto-Ravarino e Prignano -Polinago per rendere omaggio a questo giovane che ha perso la vita per libertà proprio in montagna a soli 19 anni. L'occasione ha permesso di inaugurare la sistemazione del Cippo con una foto che mancava grazie alla collaborazione del Presidente di ANPI Fiorano Modenese, anche lui presente, figlio del Partigiano Romano Beltrami "Zorro" componente della formazione "Costrignano".
La Memoria unisce e permette di condividere idee ma soprattutto emozioni. Non solo componenti dei direttivi ma anche cittadini e cittadine. Dopo la Cerimonia un momento leggero seduti a tavola e con un promessa: creare, condividere e camminare insieme lungo i sentieri della Memoria, lungo le strade della Liberazione. Far emergere queste storie, dalla Pianura alla Montagna, disegna percorsi, episodi e vite che hanno permesso di far nascere la nostra Costituzione.
E le parole di Piero Calamandrei "Se voi volete andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani[...]", ieri, hanno preso forma nel nome del giovanissimo Nino.
l territorio comunale di Polinago è stato scenario di diversi scontri durante la guerra; il più importante risale a metà settembre 1944, quando i tedeschi rastrellano la zona fra Monte Palaveggio e Monte San Martino. Queste due frazioni, data la loro posizione sopraelevata, erano luoghi strategici per le bande partigiane.
Tra il 12 e il 14 settembre una colonna tedesca riesce a salire alla Croce di Costrignano costringendo allo sganciamento tutte le formazioni partigiane presenti intorno a Monte San Martino. Il maggior peso del rastrellamento è sostenuto dalla Brigata Costrignano che dopo il cedimento delle linee di difesa si ritira sul Monte Palaveggio. Qui tra il 13 e il 14 settembre sostiene una dura battaglia contro i tedeschi subendo la perdina di alcuni uomini.
A Palaveggio, appena sotto il borgo ormai abbandonato, è oggi presente una lapide dedicata ai caduti della Brigata Costrignano: Emilio Mazzi, Nino Muzzioli, Giorgio Tommasi e Geminiano Mezzacani. A San Martino è invece presente un cippo eretto nel luogo dove venne rinvenuto il cadavere di uno di loro, Emilio Mazzi: ferito negli scontri a Palaveggio e nascosto nei boschi dai compagni, viene scovato e quindi freddato dai tedeschi.
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