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08 Maggio 2026
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Comunità energetiche rinnovabili, tra i progetti ammessi dalla Regione quelli di Camposanto, San Possidonio, Finale, Concordia, Novi, Nonantola e Bomporto

Comunità energetiche rinnovabili, in Emilia-Romagna sempre più una realtà. Sono 124 i progetti per la costituzione e progettazione di CER che vengono finanziati dalla Regione, sui 141 presentati. E l’amministrazione regionale per far fronte a tutte le domande, più numerose del previsto, ha più che raddoppiato le risorse necessarie a far fronte alla copertura dei costi d’avvio, portandole da 2 a oltre 4,6 milioni di euro, utilizzando risorse europee del Programma Fesr 2021-2027. Sono diversi i soggetti emiliano-romagnoli che si sono fatti avanti per far nascere comunità di produzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (eolico e solare su tutti), rispondendo al bando della Regione, la prima in Italia ad approvare una legge per il sostegno alle CERComuni e Unioni di Comuni, condominicentri ricercacaseificicooperative agricole e edili, immobiliari, piccole e medie imprese (Pmi), fino a enti del Terzo settoreopere pieparrocchie e monasteri. Un piano – avviato dalla Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini - che disegna un futuro non più caratterizzato da grandi centrali, ma da un impegno comune e diffuso in tutto il territorio affinché l’energia pulita possa essere sempre più di prossimità, autoprodotta e condivisa. Poi, una volta avviate e progettate le CER, sono previsti altri contributi regionali per sostenere la realizzazione delle infrastrutture necessarie per attivarle. E sarà fondamentale, a quel punto, anche l'emanazione in tempi celeri del provvedimento del Governo che determinerà le modalità di incentivazione tariffaria per l’energia prodotta dalle CER.
"Una risposta straordinaria quella avuta dal bando regionale. Una conferma- affermano il presidente Bonaccini e l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla- della giusta direzione intrapresa, che punta in maniera concreta alla sostenibilità e a tenere insieme ambiente e lavoro. Azioni utili e propedeutiche all’incremento sul territorio regionale di impianti da fonte rinnovabile così da ridurre le emissioni di gas a effetto serra, che si traducono in benefici ambientali, incrementando al contempo i benefici sociali in termini di coinvolgimento anche delle fasce più deboli della popolazione, e di contrasto alla povertà energetica". E sulla decisione della Giunta di incrementare la dotazione inizialmente prevista per concedere i contributi a tutti i progetti finanziabili, Bonaccini e Colla aggiungono: "Abbiamo ribadito concretamente l’impegno della Regione ad attivare i percorsi di costituzione delle CER. Questo in coerenza con quanto previsto nei documenti programmatici, dal Patto per il Lavoro ed il Clima ed alla legge regionale per la promozione e sostegno delle Comunità energetiche rinnovabili e degli auto-consumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente".
Il contributo regionale è a fondo perduto fino all’80% delle spese sostenute per l’avvio e la costituzione delle CER e per gli studi di fattibilità, traguardi da centrare in un anno, e incrementato fino al 90% sulla base delle premialità previste. Dettagli sui progetti e sul bando sul sito del  Programma regionale Fondo europeo di sviluppo regionale – Fesr. Le CER in Emilia-Romagna In attuazione degli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e di produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili, la Regione ha approvato la legge regionale n. 5 del 27 maggio 2022 “Promozione e sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli auto consumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente”. La norma, tra le varie forme di sostegno e promozione di CER, prevede la possibilità di concedere contributi finanziari a sostegno della fase di costituzione, della predisposizione dei progetti, dell’acquisto e dell’installazione degli impianti di produzione e accumulo dell’energia e delle tecnologie necessarie alla realizzazione dei servizi previsti dalla normativa. Di seguito, i progetti in provincia di Modena, dove le tre colonne numeriche indicano, da sinistra a destra, il numero di domande, il totale dell'investimento e il contributo che verrà ricevuto:  
Di seguito, il comunicato stampa in merito diffuso dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini:
"Diciotto progetti ammessi per un totale di più di 620mila euro di contributi: sono questi i risultati del bando regionale sulle Comunità energetiche che riguardano la provincia di Modena. Nei giorni scorsi, infatti, è stata pubblicata la graduatoria del bando che finanzia gli studi di fattibilità finalizzati alla realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e che deriva dall’approvazione della legge regionale 5 del 2022 di cui è stata relatrice la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Silvia Piccinini.

In tutto, per la provincia di Modena, hanno ricevuto l’ok della Regione 18 progetti per un finanziamento complessivo concedibile di 628.888 euro. Quattro progetti riguardano la città di Modena, uno rispettivamente a San Possidonio, Camposanto, Zocca, Pievepelago, Nonantola, Sassuolo, Novi, Finale Emilia, Concordia sulla Secchia, Maranello, Pavullo nel Frignano, Bomporto, Fiumalbo e Formigine.

“Sono particolarmente soddisfatta che anche la provincia di Modena abbia dimostrato grande interesse per il tema delle Comunità energetiche Rinnovabili, sfruttando al massimo l’opportunità che abbiamo voluto offrire grazie al bando regionale – spiega Silvia Piccinini – Si tratta di un primo e importante passo verso l’attuazione di quella grande rivoluzione energetica di cui abbiamo assolutamente bisogno se vogliamo contrastare con efficacia anche gli stravolgimenti climatici che stanno provocando danni sempre più importanti, come purtroppo abbiamo avuto modo di constatare durante la devastante alluvione che ha colpito la nostra regione”.  

Tra i progetti che sono entrati nella graduatoria del bando spicca quello di San Possidonio, a cui è stato riconosciuto un contributo di 26mila euro e che si è piazzato in seconda posizione nella graduatoria regionale, che vede Comune, la parrocchia di San Possidonio Vescovo, privati cittadini e due esercizi commerciali uniti nell’obiettivo di offrire un contributo concreto alle famiglie in situazioni di povertà energetica, anche attraverso il possibile coinvolgimento diretto di ACER. Si prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici con una potenziale energia condivisa di 165.660 kWh/anno, con un risparmio complessivo stimato di 66.000 kWh all’anno. Poi c’è il progetto che riguarda Novi di Modena (assegnatario di un contributo di  26.460 euro) dove l’amministrazione comunale assieme a polisportive e privati daranno vita a una Cer con una quantità di energia elettrica stimata pari a circa 1.078.770 kWh di cui circa 563.590 kWh non autoconsumati direttamente e pertanto nella disponibilità delle CER. Infine, tra gli altri, c’è il progetto che coinvolge alcune realtà sportive della città di Modena con la nascita della Comunità Energetica Polisportive Modena Sud (a cui sono stati assegnati dal bando 35mila euro) che ha come obiettivo quello di dare un sostegno concreto allo svolgimento di attività dilettantistiche e alla gestione degli impianti: lo studio di fattibilità prevede lo sviluppo di impianti fotovoltaici di nuova costruzione con una quantità potenziale di energia condivisa pari a 581.952 kWh/anno e un risparmio diretto in bolletta di circa 63.100 euro all’anno.

“Ciò che mi preme sottolineare è che molti dei progetti presentati hanno come denominatore comune una attenzione speciale all’inclusione sociale, cogliendo in pieno quello che era lo spirito della legge sulle Comunità energetiche che ho voluto con tanta determinazione lo scorso anno. Un aspetto che conferma la straordinaria opportunità fornita proprio dalle Cer per rendere più solidale, inclusivo e condiviso il modo di produrre e consumare energia” conclude Silvia Piccinini.

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