Affitti troppo cari e troppo scarsi a Mirandola, il Comune: “Già erogati contributi per 13 operatori socio-sanitari”
MIRANDOLA - Il Comune di Mirandola interviene nel dibattito aperto dalla Cgil in merito al caro affitti e alla difficoltà a trovare alloggi disponibili nella città dei Pico e nelle aree limitrofe della Bassa modenese che, denuncia il sindacato, metterebbero in difficoltà in particolar modo gli operatori del distretto sanitario dell'Area Nord. Di seguito, il comunicato stampa dell'Amministrazione comunale di Mirandola:
"Il Comune di Mirandola, in merito alla nota stampa diramata nella giornata di lunedì 26 giugno dalla CGIL sul caro affitti che andrebbe a vessare in modo particolare gli operatori del Distretto Sanitario, puntualizza quanto segue: “Pur apprezzando l’intento della CGiL di portare l’attenzione sulla necessità di politiche economiche ed abitative che facilitino il reclutamento di medici e infermieri per il Distretto Sanitario della Bassa Modenese, comunque ritenendo che i privati debbano decidere in assoluta libertà cosa fare dei propri immobili, si ritiene che sarebbe stato deontologicamente corretto citare l’iniziativa di Mirandola, unico comune che ha deciso di mettere in campo risorse concrete per sostenere l’insediamento sul territorio di medici ed operatori socio-sanitari.
In tal senso il Comune di Mirandola ricorda come, per volontà del sindaco Alberto Greco, abbia provveduto a creare nell’ultimo anno il “Bando per l’erogazione di contributi per il personale sanitario”. Iniziativa concreta, che ha consentito la possibilità di accedere ad un contributo di massimo 1.000€/annui per richiesta, destinato proprio al rafforzamento dei presidi sanitari e socio-assistenziali pubblici presenti nel territorio mirandolese, a partire dall’ospedale “Santa Maria Bianca” e dalla R.S.A. “Cisa”, compresi i servizi territoriali distrettuali, incentivando il reclutamento del personale necessario al loro ottimale funzionamento. Tale bando ha registrato 17 richieste complessive, 13 delle quali - idonee ai requisiti posti dall’Ente – sono state evase e regolarmente liquidate nel febbraio 2023. Pur condividendo dunque preoccupazioni e obiettivi contenuti nella nota stampa della CGIL, riteniamo fosse doveroso inserirvi all’interno i vari distinguo per evitare di buttare un tema così centrale, attuale e delicato in una improduttiva discussione di matrice politica“.
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