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09 Maggio 2026
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Sanità, approvati i consuntivi di Ausl e Aou di Modena: entrambi i bilanci in perdita

Nella seduta di martedì 9 maggio della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena sono stati presentati e approvati all’unanimità i bilanci consuntivi 2022 dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. Si tratta di bilanci che, come noto, fotografano l’attuale situazione di difficoltà del sistema sanitario, determinata da una parte dai maggiori costi dovuti al caro energia, dall’altra alla mancata copertura di gran parte dei costi legati alla gestione della pandemia, che come nel resto dell’Emilia-Romagna, anche nella nostra provincia hanno impattato pesantemente sulle gestioni economiche delle aziende sanitarie in questo esercizio 2022. Come preannunciato nelle scorse settimane, la Regione ha già provveduto a destinare proprie risorse alla copertura dei disavanzi che hanno interessato in maniera estesa quasi tutte le aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. Pur nelle difficoltà, va comunque rilevato che rispetto ai bilanci preventivi approvati nel novembre 2022 i risultati di esercizio presentano perdite molto più contenute dovute, oltre ai finanziamenti del Fondo sanitario Regionale, a una contrazione dei costi Covid e ad azioni di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle risorse messe in atto dalle direzioni aziendali, ma senza comprimere i servizi sanitari. L’esercizio Ausl chiude infatti con una perdita di 9,9 milioni di euro a fronte di un bilancio preventivo che presentava una perdita di 76,9 milioni, mentre Aou con un disavanzo preventivato di 42,5 milioni chiude a -4,8 milioni di euro.
“Prendiamo atto – ha osservato il presidente della Ctss Gian Carlo Muzzarelli – della scelta della Regione, che dispone la copertura ai disavanzi della gestione 2022 delle aziende sanitarie con 85 milioni di euro, e del dato positivo relativo agli importanti recuperi attuati dalle nostre aziende sanitarie, con il ritorno delle produzioni ai valori del 2019 e le azioni di contenimento dei costi e razionalizzazione delle risorse, ma ora bisogna rafforzare i servizi per recuperare le liste d’attesa dentro uno sforzo più ampio: rafforzare la relazione con i cittadini e capire cosa significhi il ‘contenimento’ dei costi necessario in ragione della riduzione dei finanziamenti nazionali alla sanità. Esprimiamo fin d’ora la forte preoccupazione per la tenuta del bilancio 2023 e quello degli anni seguenti nonché per la capacità del sistema di fornire risposte adeguate ai bisogni di cura della popolazione provinciale. Dobbiamo ribadire con fermezza che il Sistema Sanitario deve essere pubblico, a garanzia dei principi di equità e universalità, scongiurando il rischio di un ritorno a modelli di assistenza mutualistici fortemente discriminatori”. Muzzarelli ha così annunciato una lettera e un ordine del giorno in vista della prossima Ctss del 17 maggio, cui parteciperà l’Assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, per chiedere “chiarezza dei percorsi e trasparenza nelle scelte di allocazione delle risorse, auspicando la revisione dei criteri di finanziamento, anche alla luce delle disomogeneità rese evidenti con l’approvazione dei bilanci di esercizio delle Aziende Sanitarie regionali”.
IL CONSUNTIVO AUSL: DISAVANZO DI 9,9 MILIONI A FRONTE DI UN PREVENTIVO DI QUASI 77. PER RIDURRE LISTE D’ATTESA L’IMPEGNO DELL’INTERO SISTEMA PUBBLICO E PRIVATO Se pure chiude con un disavanzo di 9,9 milioni di euro il bilancio di esercizio dell’Azienda USL di Modena, con DGR 602 dell’aprile 2023 la Giunta Regionale ha già provveduto a destinare a totale copertura della perdita quote di avanzo vincolato del proprio bilancio. In apertura la DG Ausl Anna Maria Petrini ha illustrato le linee di impegno dell’Azienda USL – e più in generale della rete sanitaria modenese – che hanno orientato e poi determinato il quadro economico dello scorso anno ancora caratterizzato dalla gestione pandemica, che ha pesato con costi per 36 milioni di euro, cifra del 30% più bassa rispetto al 2021 a fronte di un impatto più alto in termini di contagi e ricoveri. Ma il 2022 è stato caratterizzato anche dalla ripresa delle attività chirurgiche, sia di ricovero che ambulatoriali, e dal recupero dell’offerta di visite ed esami specialistici, con un investimento imponente dell’Azienda: i volumi di ricoveri chirurgici sono tornati ai valori pre-pandemia e, grazie a una attenta programmazione provinciale e all’utilizzo interaziendale delle piattaforme chirurgiche, si sono smaltite le liste di attesa per interventi scaduti al 31.12.2021 a causa del covid, centrando e superando l’obiettivo regionale dell’80% di interventi recuperati. La performance assume rilevanza perché attesta la strategia comune e l’impegno dell’intero sistema pubblico e privato. Molte risorse sono state dedicate alla riorganizzazione dell’offerta di specialistica ambulatoriale (visite ed esami diagnostici). La domanda nel 2022 è aumentata del 13% rispetto al 2019, ma si registra un miglioramento delle disponibilità di primi accessi prenotabili a CUP: le prenotazioni relative a prestazioni monitorate (prime visite e prestazioni strumentali) con appuntamento nel 2022 sono state 648.575 a fronte delle 590.875 del 2021 (+10%). L’indice di performance (prestazioni garantite entro lo standard) ha raggiunto, nel mese di dicembre 2022, il 94,3% a fronte di un atteso del 90%.
Nel corso del 2022 si è anche lavorato sull’appropriatezza della prescrizione costituendo un Gruppo di lavoro interaziendale e sul servizio di teleconsulto tra specialisti e medici di medicina generale (Specialista on call), che oggi coinvolge oltre quindici diverse discipline: nel 2022 le chiamate sono state oltre 6.500. Sono infine stati garantiti tutti gli screening, ripartiti con ottime prestazioni dopo i recuperi già effettuati, con esiti quasi tutti sopra la media regionale. Il 2022 ha visto la difficoltà a reperire alcune figure professionali – medici di Emergenza-urgenza, Ginecologi, Anestesisti, Radiologi, Medici e Pediatri di famiglia –, ciononostante è proseguito il consolidamento della struttura aziendale con l’assegnazione delle Strutture complesse di ospedali provinciali (Ortopedia di Mirandola, PS di Mirandola Radiologia di Area Sud Pavullo e Vignola, Cardiologia di Mirandola) e di strutture territoriali (Consultori Familiari, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Endocrinologia, Sorveglianza Sanitaria, Programmazione e Governo della Produzione, Gestione Operativa dei Percorsi Chirurgici), oltre all’espletamento dei concorsi per il reclutamento delle professioni sanitarie del comparto. Se sul fronte dei ricavi si registra una ripresa delle attività di degenza e di specialistica con un incremento rispetto al consuntivo 2021 di oltre 3,7 milioni di euro, pesano invece in maniera drammatica i costi energetici: +205% sul riscaldamento e +188% per l’energia; i costi covid pur registrando una decisa contrazione, trovano copertura in misura più contenuta (la copertura cala dal 51% dell’esercizio 2021 al 36%). In linea con gli obiettivi di contenimento della Regione i costi per farmaci ad acquisto ospedaliero e dispositivi medici, mentre calano in maniera importante i costi per il lavoro somministrato e i contratti libero professionale. L’Azienda investe nell’esercizio 2022 per il raggiungimento dell’obiettivo di recupero delle liste chirurgiche e del governo dei tempi di attesa ricorrendo al Privato accreditato e all’acquisto di prestazioni in aggiuntiva per oltre 3,5 milioni di euro. Crescono i due principali contratti di fornitura con Aou e Ospedale di Sassuolo, che, sempre più integrato nella rete provinciale, garantisce un contributo fondamentale nel raggiungimento dell’obiettivo di governo delle liste di attesa. Importanti infine gli investimenti per tecnologie biomediche - ambulanze, TAC, ecografi – con l’obiettivo di migliorare le performance sull’offerta di prestazioni, nonché sulle infrastrutture informatiche.
“Noi oggi presentiamo un bilancio con una perdita che ha già trovato copertura da parte della Regione - ha affermato la direttrice Petrini - ma dobbiamo avere la serenità di poter affrontare la gestione anche per l’anno in corso, che comunque continua a presentare notevoli criticità rispetto all’impatto dei costi covid, energetici e dei costi inflattivi”.
BILANCIO CONSUNTIVO AOU: -4,8 MILIONI A FRONTE DI UN PREVENTIVO DI 42,4 MILIONI. PESANO COSTI COVID ED ENERGIA Anche l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena sconta un bilancio in perdita, a causa soprattutto della pandemia. Analizzando, infatti, gli andamenti e il rapporto tra ricavi e costi, oltre all’aumento significativo dei ricavi emerge l’incremento dei costi, ma ciò che è evidente è la differenza di copertura nei costi covid. Questi ultimi sono diminuiti nel 2022 rispetto al 2021 ma è diminuita anche la copertura, in percentuale passata dall’45% al 23%. Come per l’Ausl anche per l’Aou il disavanzo preventivato di 42,5 milioni è contenuto dalle assegnazioni regionali (a parziale copertura dei maggiori costi energetici e pay back), oltre che per riconoscimenti dall’Ausl connessi al contratto di fornitura, arrivando ai citati 4,8 milioni di euro, disavanzo coperto dalla Regione. Le voci di bilancio esaminate indicano la piena ripresa delle attività ospedaliere con l’incremento della mobilità attiva regionale (+23%) ed extraregionale (+14%) così come ticket e introiti della libera professione. Aou ha avviato un progressivo potenziamento dell’offerta chirurgica fino ad arrivare a un volume sovrapponibile al pre-covid (2019) già da maggio 2022, con un 105% nell’ultimo trimestre grazie alla revisione di percorsi e all’avvio di attività chirurgiche anche al sabato. Sia sulle attività chirurgiche che sull’offerta ambulatoriale l’attività è sovrapponibile all’anno pre-covid. Contenuto incremento sui costi per l’acquisto di beni: diminuiti gli acquisti legati al covid e aumentati quelli legati ai recuperi delle liste, nonché agli adeguamenti inflattivi per l’acquisto di beni e servizi. I costi per i farmaci sono rimasti nel tetto previsto dalla Regione. Sul piano del personale l’aumento di spesa di circa 11 milioni di euro è pressoché esclusivamente legato agli automatismi di entrata in vigore di nuovi contratti collettivi. Si è ridotta significativamente la spesa per l’acquisto di prestazioni e per il personale interinale che è stato in parte stabilizzato a copertura del turn-over, mentre aumentano le risorse destinate a remunerare i professionisti in attività aggiuntiva orientata al recupero delle liste, così come le attività collaterali all’attività chirurgica (servizi non sanitari come lavanolo e sterilizzazioni). A 7,4 milioni di euro ammonta, invece, l’aumento legato alle spese energetiche (riscaldamento, gas, energia, nonché un accantonamento per i conguagli). Nonostante le difficoltà l’Azienda ha investito oltre 700mila euro per il rinnovo di attrezzature sanitarie e 1,3 mln per interventi indifferibili e urgenti, mentre proseguono i cantieri, soprattutto al Policlinico, grazie anche al PNRR. FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Nella seduta di martedì 9 maggio della Ctss la dottoressa Federica Rolli, direttrice delle attività socio sanitarie, ha illustrato il bilancio del Fondo regionale della non autosufficienza. I contributi per l’anno 2022 sono composti da una parte corrente relativa al Fondo regionale, assegnato con DGR 2028 del 21/11/2022, e da risorse nazionali in particolare Fondo nazionale non autosufficienza (DGR 2381/2022), Fondo caregiver (DGR 982 del 13/06/2022), e Fondo Dopo di noi (DGR 1080 del 27/06/2022). Ha ricordato inoltre che nell’anno 2022 la Regione ha approvato la DGR 1625/2022 che ha previsto l’incremento delle tariffe dei servizi sociosanitari accreditati a cui è seguita la delibera di finanziamento anno 2022 che ha tenuto conto dell’entità dei residui pregressi nell’allocazione delle nuove risorse. Il valore complessivo, comprensivo dei fondi corrispondenti ad esercizi precedenti, è pari ad un totale di oltre 85 milioni di euro; i costi della produzione, pari oltre 85 milioni di euro, sono comprensivi di nuovi accantonamenti generati dalla progressiva ripresa delle attività. Il 61% dei costi è finalizzato alla realizzazione di interventi dell’area anziani: in particolar modo il 75% di questi è correlato ad attività residenziali mentre il 18% è utilizzato per l’acquisto di servizi domiciliari a sua volta composto per circa il 34% da assegni di cura. Il costo dei servizi semiresidenziali pesa per il 7% e si segnala una consistente difficoltà di ripresa delle attività per questa particolare area di intervento. Il restante 39% dei costi è associato ad interventi dell’area disabili la cui ripartizione è più omogenea tra residenzialità (41%) e semiresidenzialità (39%). L’assistenza domiciliare è pari al 18% dei costi di cui il 49% è correlato ad assegni di cura.

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