Giovani che si autorecludono in casa, trenta casi nella Bassa Modenese e il carpigiano
Sono trenta i casi di ragazzine e ragazzini seguiti dalla sanità pubblica nella Bassa e nel carpigiano perché hanno abbandonato scuola e amici e restano reclusi tutto il giorno nella loro camera. Sono monitorati dal servizio Ausl sul Ritiro sociale e visto che il fenomeno è in crescita anche sul nostro territorio, da mercoledì partono gli incontri a Mirandola per far conoscere questo problema sempre più diffuso.L’iniziativa sul progetto RI-SO (Ritiro Sociale) promossa dall’Azienda USL di Modena, in collaborazione con il Centro per le Famiglie dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (UCMAN) ha l’obiettivo di sensibilizzare su questo fenomeno di disagio adolescenziale promuovendo il dialogo, la condivisione di esperienze e la stimolazione di idee che possano mettere in relazione il mondo scuola e il mondo famiglia.
Entrambi gli eventi si terranno nel Centro per le famiglie UCMAN di Mirandola, in viale Italia 64. Il 23 maggio sarà possibile partecipare sia in presenza sia on line e interverrà Anna Arcari, psicologa e psicoterapeuta dell’istituto di Analisi dei Codici Affettivi Minotauro di Milano. Il 30 maggio l’incontro è previsto solo in presenza e interverranno Nicole Bedetti psicologa del progetto RI-SO dell’Azienda USL di Modena e Lorenzo Bergamini psicologo del Centro per le famiglie dell’UCMAN.
Gli incontri sono gratuiti, per partecipare è consigliato inviare un messaggio al numero Whatsapp 3397262830 oppure scrivere una mail all’indirizzo centroperlefamiglie@unioneareanord.mo.it indicando il numero di persone interessate.
Cos’è il Ritiro Sociale
Il fenomeno del ritiro sociale è una manifestazione di sofferenza sempre più diffusa tra gli adolescenti che tendono a ridurre sempre più le relazioni amicali e nel tempo anche la frequentazione dei contesti sociali e scolastici per arrivare, talvolta, a rinchiudersi nella loro stanza. I contatti con persone reali sono spesso sostituiti con una frenetica attività sul web che include la dedizione a videogiochi, la visione di film e una serie di contatti virtuali.
In alcuni casi il ritmo sonno-veglia viene invertito, per cui i ragazzi dormono di giorno e rimangono svegli la notte.
Tutte le informazioni su Ritiro Sociale, Progetto RI-SO e programma dei prossimi incontri CollaborAZIONI sono disponibili alla pagina www.ausl.mo.it/ritiro-sociale
Il ritiro sociale, un problema emerso per la prima volta in Giappone con gli "hikikomori"
In Giappone, uno dei fenomeni sociali più preoccupanti degli ultimi anni riguarda la diffusione del cosiddetto "hikikomori", ovvero il ritiro sociale volontario di giovani che scelgono di isolarsi dalla società e dai rapporti interpersonali. Tuttavia, il fenomeno sta assumendo connotazioni sempre più allarmanti anche in Occidente, dove sempre più giovani attraversano periodi di solitudine e isolamento. Hikikomori: il fenomeno sociale diffuso tra i giovani giapponesi L'hikikomori è un termine giapponese che indica il fenomeno di ritiro sociale volontario dei giovani che decidono di isolarsi dalla società e dal mondo esterno, spesso trovando rifugio nella propria stanza o in luoghi appartati. Secondo le stime del governo giapponese, ci sarebbero circa 700mila hikikomori nel paese, ma alcuni studi indicano che il numero potrebbe essere molto più alto.
Il fenomeno dell'hikikomori ha suscitato grande preoccupazione in Giappone, dove è stato stigmatizzato come una forma di malattia mentale o di devianza sociale. Tuttavia, molti esperti lo considerano una risposta al forte stress e alle pressioni della società giapponese, che mette spesso i giovani sotto una grande pressione per avere successo e raggiungere gli standard sociali.
L'allarmante diffusione del ritiro sociale anche nella cultura occidentale
Negli ultimi anni, il fenomeno dell'hikikomori ha iniziato a diffondersi anche in Occidente, dove sempre più giovani attraversano periodi di solitudine e isolamento. Secondo alcuni studi, l'isolamento sociale è uno dei principali fattori di rischio per la salute mentale dei giovani e può portare ad ansia, depressione, pensieri suicidi e altre problematiche psicologiche.
Tra le cause dell'isolamento sociale dei giovani occidentali ci sono l'aumento del lavoro precario, la mancanza di opportunità di lavoro, l'instabilità economica e la crescente difficoltà di creare legami sociali significativi. Inoltre, l'uso smodato dei social media e l'iperconnettività possono portare a uno stato di ansia e sovraccarico che spinge i giovani a ritirarsi dalla società.
In conclusione, il fenomeno dell'hikikomori e del ritiro sociale volontario rappresenta un grave problema per la salute mentale dei giovani, sia in Giappone che in Occidente. È importante che i governi e la società in generale prestino maggiore attenzione a questo fenomeno e forniscano ai giovani gli strumenti per affrontare il proprio isolamento sociale e rientrare nella società.
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