Finale Emilia, tre murales per la Stazione Rulli Frulli
Il progetto, approvato e sostenuto dal Comune di Finale Emilia, che si è fatto carico delle spese di acquisto dei materiali necessari alla realizzazione dei tre murales, propone elementi mutevoli, differenti a tratti anomali (cervi a sei zampe, grandi animali fluttuanti e barche in contesti stravolti) che trovano però un loro spazio, una loro dimensione in posizioni ben visibili con fierezza.
“Una scelta che vuole moltiplicare, anche tramite l’esperienza visiva, la strada dell’Associazione – precisa il direttore de La Stazione Rulli Frulli, Federico Alberghini - che, partendo dal supporto della Banda Rulli Frulli, ha il grande desiderio di essere casa di tutti”.
Il primo murale, sui muri del bar e ristorante sociale La Stazione Bar & Cucina rappresenta dei cervi in un lago, con una foresta in fiamme sullo sfondo ed è stato intitolato “Al Fuoco”. Il secondo è sulla parete esterna della sala prove della Banda Rulli Frulli e si chiama “Tutti e Nessuno”: rappresenta una piccola barca di legno raffigurata sopra ad una foresta sui toni del rosso e del nero. Il terzo murale è “Acquario”, realizzato sul lato posteriore della Stazione ed è la prima cosa che si nota arrivando allo stabile dell'Associazione; di grande impatto, rappresenta una balena quasi danzante tra gli alberi di un bosco colorato di verde e arancione.
“Abbiamo voluto sostenere questa iniziativa – spiega Elisa Cavallini, assessora alla Cultura del Comune di Finale Emilia – perché ne condividiamo la filosofia di fondo. I Rulli Frulli rappresentano un mondo a colori, ricco di fantasia e di opportunità ed è giusto che anche la loro casa possa avere queste sembianze”.
Gli ideatori e creatori dei murales li considerano opere incomplete che possono essere arricchite da chi desidera dare il proprio contributo.
“Ed è ciò che si augurano per il futuro – conclude Alberghini - Quello che gli ideatori e anche noi auspichiamo è una linea di continuità evolutiva delle realtà che si trovano in quegli spazi, espresse attraverso l’arte figurativa e visibile concretamente sui muri che ne sono la casa, dato che non esistono confini o limiti. Gli spazi sono di tutti e di nessuno, i confini che definiscono le persone sono essenziali ma anche inesistenti e ognuno ha qualcosa di prezioso da dire, che deve essere libero di trasmettere”.
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