Quanto aspetto l’ambulanza? 11 minuti a Nonantola, 20 a Ravarino, 14 a Mirandola
Quanto aspetto l'ambulanza? 11 minuti a Nonantola, 20 a Ravarino, 14 a Mirandola, quasi17minuti se sono a Finale Emilia e ConcordiaoSanFelice,18 minuti a Novi. Sono i tempi di attesa per le chiamate con “codice Rosso” per ciascun
Comune della Provincia, diffuse dal consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Platis. Come si vede nelle tabelle, i tempi sono diversi da Comune a Comune, con grandi differenze tra montagna e pianura, ma anche nella stessa pianura. E poco conta se ci sia in città un ospedale o un pronto soccorso: le ambulanze hanno punti di partenza dislocati sul territorio, e non partono solo dai pronto soccorso.
Il commento di Platis:
"Il modello Emiliano non esiste più. A dirlo non è Forza Italia ma i cittadini di questa regione. Gli stessi che per prenotare visite ed esami devono attendere mesi e mesi, che per avere l’arrivo di un’ambulanza in codice rosso devono attendere oltre 30 minuti in montagna, o che non possono più accudire un proprio caro ricoverato visto che in provincia sono rimaste pressoché le lungodegenze. E il futuro sarà ancora peggiore. La Sinistra al Governo ci parla di sigle e riorganizzazione, ma non ha il coraggio di dire chiaramente dove rimarranno aperti i pronto soccorsi in questa provincia. Ci infiocchettano i dati, dicendo che al PS ci vanno quasi sempre codici bianchi o verdi e la Regione dirotterà tutti nei nuovi Cau. Fisicamente cosa saranno? Forse alloggeranno nelle case della comunità, le stesse che da anni devono essere costruite, ma che non decollano. Anche nell’ultima CTSS hanno detto che mancano i soldi per completare diverse di quelle finanziate dal PNRR per non parlare di quelle con fondi ordinari che sono ancora, in diversi casi, solo sulla carta. Tornando sui presidi negli ospedali, vero cuore dei tagli, che faranno di Mirandola, Vignola e Pavullo? Come può Donini riaprire i pronto soccorsi di Correggio e di Scandiamo e dire che non ci sono più medici? Siamo all’improvvisazione più assoluta e completa. L’unico imperativo è tagliare – evidentemente – dove ci sono meno resistenze politiche. Reggio Emilia straccia Modena.
Un tempo, in Emilia-Romagna, avevamo il medico a bordo dell’ambulanza, oggi abbiamo i mezzi con solo i bravissimi infermieri e qualche automedica. Queste però sono pochissime, molto meno di quelle previste e, tra le righe, sembra evidente che saranno tagliate ancora. Peccato che per le malattie crono dipendenti anche i minuti contano e certe decisioni, per legge, non le può prendere un sanitario. In quel caso che si fa? Possibile che Donini non spenda una parola in merito? Forse ritiene sufficiente un consulto telefonico, farcito con i parametri inviati in telemedicina, offerto dalla Regione? Bhe se la risposta è sì, allora credo che questa volta abbiano veramente affossato il modello emiliano. Non solo quello dell’emergenza urgenza. Sia ben chiaro che togliere il PS da un ospedale significa togliere la vocazione all’emergenza-urgenza, ovvero rinunciare alla figura dell’anestesista. Tagliando un pronto soccorso, anche solo per 12 ore al giorno, abbiamo il sospetto che questa figura non sarà più ritenuta necessaria h24 e a cascata, in quell’ospedale, non si potranno fare più interventi di media complessità chirurgica. In provincia, insomma, avremo solo operazioni in day hospital o poco più. Poi dovremo spiegare alla nonnina di San Martino Spino o a quella di Fiumalbo che per vedere il nipotino a cui hanno asportato l’appendicite dovrà fra 1 ora di auto. Il 28 Aprile in Consiglio Provinciale, la tanto decantata “casa di tutti i comuni”, ci saranno la presentazione dell’Ausl dei dati dei mezzi di soccorso che Forza Italia ha chiesto. Dati dei soli codici rossi, mentre, un tempo non lontano, le Ausl dovevano rispettare i 18 minuti anche per i codici gialli. Questo cambio radicale nella classificazione permette di avere artificiosamente un quadro più roseo. Eppure, in montagna in particolare, la situazione è comunque in alto mare e condanna pesantemente il territorio appenninico. La politica, almeno quel giorno, sarà informata di chi rimarrà aperto h24, chi h12, chi l'automedica e chi non avrà più nulla? Antonio Platis Capogruppo FI in Provincia di Modena
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