Petizione per la chiesa di San Possidonio, manca il numero legale e il Consiglio non ne discute. i cittadini: “Profonda delusione”
Petizione per la chiesa di San Possidonio, manca il numero legale e il Consiglio non ne discute. Il tema eppure è urgente: a dieci anni da terremoto sia la chiesa che il teatro ancora non sono agibili, e per questo 500 cittadini hanno raccolto le firme per chiedere alla Curia e al Comune di velocizzare la cosa. Ma invece di velocizzare, i cittadini si sono trovati davanti un esempio di lentezza della macchina amministrativa. Infatti, portate le firme in Consiglio comunale (vidimate, controllate e protocollate) sulla volontà degli amministratori di discutere dell'argomento ha prevalso la necessità di rispettare certi punti di legge che hanno lasciato perplessi i presenti. Come spiega il Comune di San Possidonio in una nota:
Ci si chiede - ad esempio - se non si potesse permettere ai consiglieri di rimanere in aula come presenti non votanti, o di permettere loro di votare con l'astensione, di modo da garantire il numero legale. Ma il punto - promette il Comune - verrà trattato nel prossimo Consiglio Comunale, auspicando che per allora vengano risolte le problematiche legate al numero di consiglieri presenti per assicurare la validità della seduta. Ma queste parole non riassicurano i cittadini.Nella seduta di Consiglio Comunale del 30 marzo al momento della trattazione del punto all’Ordine del Giorno riguardante la Petizione al Comune di San Possidonio per chiedere l’avallo ed il sostegno alla “Petizione popolare per la ricostruzione della Chiesa di San Possidonio Vescovo e del Teatro Varini” è venuto a mancare il numero legale per cui i lavori sono stati interrotti, con rammarico dei cittadini intervenuti a sostegno della petizione che non è stato possibile mettere in discussione.
Alla seduta di Consiglio già mancavano i 4 consiglieri di Minoranza e uno di Maggioranza; al momento di trattare l’argomento della petizione poiché presentata e sottoscritta anche da due consiglieri presenti, questi sono dovuti uscire a causa del “conflitto d’interessi” regolamentato dalla legge, per cui chi è direttamente coinvolto (nel caso il firmatario della petizione) non può votare nel merito. Si è scesi così da 8 a 6 membri del Consiglio presenti, quando il numero minimo per la validità della seduta è di sette.
Come comitato organizzatore esprimiamo profonda delusione per il mancato appoggio alla petizione portata in Consiglio comunale ieri sera. Non sta a noi criticare l’operato della amministrazione. E' chiaro però, che il susseguirsi di espedienti tecnici, in ultimo la mancanza del numero legale “indotta” per evitarne il passaggio, la discussione e l’approvazione da parte del consiglio, è sicuramente poco rassicurante. Queste difficoltà non fermeranno l'opera di ascolto e coinvolgimento dei cittadini, infatti stanno continuando ad arrivare richieste di adesione, siamo quasi a quota 500, che in un paese come San Possidonio sono un'enormità. Siamo ovviamente preoccupati per la situazione, l’allungarsi dei tempi, la mancanza di trasparenza e le voci negative, riguardanti soprattutto il teatro, che ci inducono ad andare avanti. Procederemo a consegnare la petizione alla Curia di Carpi, chiedendo loro un incontro per presentarla. Abbiamo un impegno nei confronti della cittadinanza: portare la richiesta, che viene da tante persone, nelle sedi competenti. In quanto all’amministrazione, ci auguriamo che capiscano l’importanza di non girare le spalle a 500 persone, nonostante l'amarezza e la delusione di tutti noi, siamo e saremo sempre disponibili ad un confronto, franco, aperto e senza preclusioni. DI SEGUITO ALLEGHIAMO L’INTERVENTO CHE AVREMMO VOLUTO FARE IERI SERA IN CONSIGLIO COMUNALE, CHE ABBIAMO COMUNQUE CONSEGNATO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE Sig. Sindaco Sigg consiglieri Quando abbiamo ipotizzato di avviare una raccolta di firme per la ricostruzione della chiesa di San Possidonio e del teatro Varini, abbiamo messo subito un paletto: questa petizione non è organizzata contro nessuno, è fatta semplicemente per porre all’attenzione dei soggetti preposti, le aspettative della comunità intera di San Possidonio di rivedere i propri spazi, i propri monumenti, di cui il terremoto di undici anni fa ci ha privato. La petizione sulla ricostruzione non è fatta contro la diocesi, capiamo le difficoltà che ha attraversato e attraversa la curia di Carpi, con il cambio di vescovo e il conseguente cambio drastico della struttura tecnica, che non sta a noi giudicare, ma che ci pone nelle difficili condizioni di non vedere avanzamenti sostanziali nelle procedure ricostruttive San Possidonio rimane quindi, un paese senza chiesa e senza una prospettiva di rivederla in pochi anni, rimane un paese dove non c’è un teatro e dove non c’è nemmeno la certezza di riaverlo in futuro. La petizione non è contro la parrocchia, anzi, è PER la parrocchia, per una parrocchia che finalmente possa riavere la nostra splendida chiesa e abbia la possibilità di poter esercitare le funzioni proprie in modo adeguato, perché si rafforzi e sia anche in futuro una delle strutture portanti della nostra comunità. La petizione non è contro il comune, anzi è uno strumento nelle mani dell’amministrazione, che può e potrà usarlo nei prossimi mesi e nei prossimi anni per impegnare diocesi, regione e le rispettive strutture tecniche ad andare avanti celermente sulla strada della ricostruzione. Ma La petizione è soprattutto la volontà, e mi verrebbe da dire la necessità dei cittadini di San Possidonio riavere il centro del proprio paese decoroso e ricostruito. Ad oggi il centro di San Possidonio rimane in una situazione di difficoltà pesante, con una parte di piazza Andreoli transennata, con ancora sacrestia e campanile piene di rottami, e una situazione precaria sia dal punto di vista urbanistico e che da quello ambientale e sanitario. Per questo ci stiamo muovendo, almeno una volta ad ognuno di noi è stato detto, speriamo di riavere presto la nostra Chiesa, speriamo che si ricostruisca il teatro, ecco ognuno di noi vuole che nel prossimo futuro si chiuda il cerchio iniziato con il terremoto, la petizione è il modo che abbiamo trovato per dirlo e dirlo ad alta voce, per dirlo tutti assieme, e chiediamo al consiglio comunale, che tutti ci rappresenta, di esserne portavoce ed affiancarci in questa richiesta. Sappiamo benissimo che servirà ancora tempo, sappiamo che non esiste una bacchetta magica e ci vorranno ancora altri passaggi, ma abbiamo bisogno che le procedure si velocizzino e che ci sia la trasparenza necessaria, perché è vero che la chiesa ed il teatro sono di proprietà della Diocesi ma è anche vero che sono la Chiesa ed Teatro della comunità di San Possidonio. Il comitato organizzatore
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