Massa Finalese, al Punto di infermieristica di comunità si eseguiranno anche i prelievi
Come spiegato durante l’incontro - si legge nella nota stampa diffusa dall'Ausl di Modena - l’infermiere di comunità è un professionista con un forte orientamento alla gestione proattiva della salute ed è coinvolto in attività di promozione, prevenzione e gestione partecipativa dei processi di salute individuali, familiari e di comunità. Per creare una rete di comunità che risponda ai bisogni sempre più complessi dei cittadini, con particolare riferimento a quelli più fragili, collabora e interagisce con tutte le risorse presenti nel territorio, come Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta, assistenza domiciliare, specialisti ambulatoriali, rete ospedaliera, servizi sociali e associazioni di volontariato. Sono diversi i canali di accesso per la presa in carico da parte dell’Infermiere di Comunità, dal paziente stesso o un suo famigliare al medico di famiglia, dai Servizi sociali alla Centrale Operativa Territoriale (COT), che può intercettare e rilevare un bisogno assistenziale di tipo infermieristico ad esempio in fase di dimissione ospedaliera, attivando il servizio.
Inoltre, spiega l'Ausl di Modena, sempre presso il Punto di infermieristica di comunità di Massa Finalese in piazza Caduti per la Libertà, dal 17 aprile saranno eseguiti prelievi esclusivamente ai residenti, che potranno effettuare la prenotazione a CUP (a partire da oggi, mercoledì 5 aprile) e su prescrizione del Medico di medicina generale.
In una logica di integrazione tra i servizi territoriali presenti sul territorio del distretto di Mirandola e quelli ospedalieri, durante la serata di ieri sono intervenuti anche il dottor Giuseppe Licitra, della Direzione sanitaria dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, il dottor Calogero Alfonso, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Mirandola, e il dottor Fabio Gilioli, direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna dell’Ospedale di Mirandola, che hanno presentato le attività dei rispettivi reparti. Il primo ha illustrato gli importanti volumi raggiunti dalle attività ambulatoriali e chirurgiche in ambito ortopedico, anche grazie a tecniche innovative come l’innesto di cellule staminali per il trattamento delle patologie degenerative del ginocchio, mentre il secondo ha portato all’attenzione l’attività dell’ambulatorio reumatologico del Santa Maria Bianca e il progetto di collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Medicina di comunità e cure primarie dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che vede gli specializzandi del terzo anno impegnati in un periodo di formazione presso la Medicina Interna di Mirandola e l’Ospedale di Comunità di Novi per studiare sul campo il sistema di cure intermedie.
“Come avvenuto a Camposanto il mese scorso – afferma Annamaria Ferraresi, direttrice del Distretto Sanitario di Mirandola –, anche a Massa Finalese l’incontro con la cittadinanza si è rivelato molto utile, un’importante occasione di confronto e dialogo tra istituzioni e cittadini. L’infermieristica di comunità è un servizio nuovo, previsto dal recente DM77 insieme a un’altra serie di interventi che stanno ridisegnando la sanità territoriale, avvicinandola sempre più ai contesti di vita dei cittadini. Proprio per questo è importante incontrare le persone e spiegare, dalla voce degli stessi protagonisti, ovvero i professionisti sanitari, questi nuovi scenari, per fare in modo che entrino prima possibile nella “cultura sanitaria” collettiva. Avere cittadini competenti significa anche migliorare l’appropriatezza e l’accesso all’offerta sanitaria”.
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