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09 Maggio 2026
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Dimessa dal Policlinico di Modena la bimba di 4 anni precipitata dal balcone

MODENA - È stata dimessa alcuni giorni fa dal Policlinico di Modena la bambina di 4 anni caduta giovedì 6 aprile dal quarto piano della sua abitazione. Un piccolo miracolo per la piccola paziente, precipitata da un’altezza considerevole, che è frutto del grande lavoro del team multiprofessionale del Policlinico dedicato ai traumi dell’infanzia. Al Policlinico, hub per le patologie pediatriche, nel 2022 il Pronto Soccorso Generale ha preso in carico 630 pazienti di età inferiore ai 14 anni; oltre la metà di essi (366) per problematiche di tipo traumatologico, altre sono patologie complesse (es. stati di male epilettico, ostruzioni delle vie aeree). A questi si aggiungono i traumi pediatrici di pertinenza ortopedica e le patologie acute internistiche che vengono gestite dall’Accettazione Pediatrica.

Al suo arrivo al Policlinico - spiega l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena in una nota stampa - la piccola è stata gestita in Pronto Soccorso Generale, diretto dal dottor Giuseppe Pezzuto, poi dall’Anestesia e Terapia Intensiva, diretta dal prof. Massimo Girardis. Una volta stabilizzata, è stata ricoverata nella degenza del Dipartimento Materno – Infantile, diretto dal prof. Lorenzo Iughetti e affidata all’equipe della Chirurgia Pediatrica, diretta dal dottor Pier Luca Ceccarelli, l’Ortopedia e Traumatologia, diretta dal prof. Fabio Catani, la Radiologia, diretta dal prof. Pietro Torricelli.

“Grazie al lavoro di tutti, medici, chirurghi e personale infermieristico – si sono complimentati il direttore generale dell’AOU di Modena, dottor Claudi Vagnini e dell’Azienda USL dottoressa Anna Maria Petrini – questa bambina può tornare a casa, tra l’affetto dei suoi cari. Un ottimo lavoro del percorso d’emergenza pediatrico che è giusto ricordare a tutti.”

La piccola paziente è arrivata in ospedale con l'ambulanza del 118 ed è stata immediatamente valutata e trattata dall'equipe del PS secondo i più aggiornati protocolli sul trauma pediatrico - ha commentato il dottor Giuseppe Pezzuto - Le valutazioni cliniche e strumentali effettuate hanno permesso di identificare una contusione della milza ed uno pneumotorace sinistro con contusione polmonare associata. Tali lesioni fortunatamente apparivano meno gravi di quanto la terribile dinamica avrebbe potuto comportare; le informazioni sono state comunicate in tempo reale ai genitori, presenti accanto alla piccola fin dall'arrivo. Al termine della valutazione in PS, che ha visto il pronto coinvolgimento degli specialisti pediatri ed intensivisti pediatrici, la bambina è stata ricoverata in Terapia Intensiva per il proseguimento delle cure del caso. Nel 2022 il nostro PS, hub per le emergenze-urgenze materno-infantili, ha preso in carico 630 pazienti di età inferiore ai 14 anni; oltre la metà di essi (366) per problematiche di tipo traumatologico. Per 85 è stato necessario il ricovero o il prolungamento dell'osservazione in area pediatrica e 62 di questi sono stati ricoverati per cause legate a traumi o quadri policontusivi”.

Sin dall’attivazione da parte della Centrale Operativa 118 - ha dichiarato il dottor Marcello Baraldi, responsabile medico del 118 in turno in automedica il giorno dell’accaduto- era chiara la dinamica dell’evento, ovvero un trauma da precipitazione dal quarto piano in paziente pediatrico di 4 anni. All’arrivo sul posto la piccola paziente si presentava vigile e con un forte dolore all’emisoma di sinistra”. E’ stata la stessa bambina, rispondendo alle domande dei medici del 118, a dire di essere caduta dal quarto piano cadendo sullo zainetto che aveva sulla schiena: è stato lo zainetto ad attutire la caduta diminuendo gli effetti ben più gravi che un trauma da precipitazione da un’altezza così elevata potrebbe provocare.

“Insieme al mio team abbiamo iniziato le manovre per stabilizzare le condizioni della giovane paziente, immobilizzandola e sostenendo il circolo con infusione di liquidi – prosegue Baraldi - la piccola è stata sottoposta già sul luogo dell’evento ad una ecografia che ci ha confermato il trauma toraco-addominale. Una volta giunti in sala emergenza al Pronto Soccorso del Policlinico la bambina è stata presa in carico dall’equipe d’emergenza pediatrica che ha magistralmente continuato il nostro lavoro. Ancora una volta - conclude il dott. Baraldi - il grande lavoro di squadra ci ha permesso di raccontare una bellissima storia a lieto fine”.

Gli anestesisti-rianimatori e gli infermieri della SC di Anestesia e Terapia Intensiva si occupano, in collaborazione con gli altri componenti del team, della gestione dei bimbi traumatizzati /politraumatizzati dal loro arrivo in pronto soccorso fino alla stabilizzazione clinica, cioè alla condizione nella quale non sono più presenti insufficienze di organo o condizioni che mettono in pericolo la vita del bimbo. Rispetto alla gestione del paziente adulto, il bambino traumatizzato critico ha aspetti clinici ed organizzativi particolari che richiedono una competenza specifica e dedicata, in modo particolare quando l’età è inferiore ai 5 anni.  Tra gli aspetti particolari, il supporto ai genitori ed il loro coinvolgimento nelle cure durante il ricovero del bambino in Terapia Intensiva sono elementi delicati che devono essere gestiti con grande attenzione e dedizione. “Credo che la gestione dei bambini critici in Terapia Intensiva sia una tra le attività più sfidanti che richiede personale formato dal punto di vista scientifico e umano. Colgo l’occasione per un dire un grosso grazie a tutte le splendide persone che compongono lo staff medico-infermieristico della Terapia Intensiva Polivalente del Policlinico per la competenza e l’amore che dedicano alla gestione dei bambini critici e alle loro famiglie, e a tutte le persone che hanno bisogno delle nostre cure ogni giorno”. Ha affermato il prof. Massimo Girardis.

“Il bimbo traumatizzato – ha ricordato la dottoressa Anna Rita Di Biasepediatra del Policlinico - da dinamica maggiore richiede una gestione in cui il fattore tempo è fondamentale al fine di prevenire delle lesioni permanenti. Sulla base di tali criteri vengono preallertati, prima dell'arrivo del paziente in PS, tutti i professionisti dedicati. Relativamente al caso della nostra bambina, infatti, sulla base dei nostri protocolli aziendali sul trauma sono stati allertati tutti i professionisti interessati e questo lavoro di squadra ha permesso l'ottimo risultato ottenuto per la nostra bambina”.

“Dal punto di vista nostro – ha concluso il dottor Pier Luca Ceccarelli, direttore della Chirurgia Pediatrica - si trattava di un trauma chiuso toraco-addominale, con evidenza di modesta condizione patologica in entrambi i distretti. In sinergia con i colleghi Rianimatori, nel pieno rispetto delle più aggiornate e specifiche linee guida pediatriche, abbiamo avuto un comportamento conservativo con attento monitoraggio clinico e strumentale. La lesione pneumo-mediastinica e quella splenica sono rientrate spontaneamente”.

“Come ortopedici siamo stati coinvolti quando dopo che la paziente era stata stabilizzata – ha ricordato la dottoressa Maria Carmen Marongiuortopedica del Policlinico - perché in presenza di fratture composte che non necessitavano di intervento chirurgico ma di semplice immobilizzazione si è data la precedenza alla stabilizzazione della piccola, vista anche la dinamica dell’incidente. Una storia a lieti fine che ci ha resi tutti felici.”

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