“Al posto del campanile un camino industriale”: no al progetto di recupero di San Francesco a Mirandola
"Al posto del campanile un camino industriale": no al progetto di recupero di San Francesco a Mirandola. Parte in città la petizione per chiedere al Ministro di intervenire per ricostruire fedelmente la chiesa di San Francesco. All’appello, a cui si confida aderiscano tutti i partiti, risponde Forza Italia. Il progetto presentato nei mesi scorsi dal Comune, prevede infatti una serie di novità sulla struttura storica della chiesa dal 1200. La più importante è quella che riguarda il campanile. Essendo un elemento particolarmente fragile, nelle ricostruzioni post terremoto si tende ad abbassarlo e ad allargarlo, di modo che non crolli anche solo per una piccola scossa. Proprio questo è accaduto con il progetto vincitore del recupero della chiesta francescana. E non piace a diversi cittadini affezionati al loro elegante e longilineo campanile.
Altra novità per San Francesco, l'introduzione delle ferite del sisma. Anche questa è una tendenza dell'architettura post terremoto: lasciare sugli edifici i segni tangibili di quanto è avvenuto, la memoria storica visibile della tragedia e del dolore. Così ci sarà una parete della chiesa diversa dall'originale, lavorata con vetri e lucie per dare idea di quanto è successo. Anche questo non piace. Pur comprendendo la necessità del ricordo del sisma ("Non basta fare un monumento a parte?", si chiede qualcuno) cittadini ritengono che una chiesa dell'importanza di San Francesco vada ricostruita così com'era. Non solo perchè è la terza chiesa francescana d'Italia, ma soprattutto perché è il Pantheon dei Pico, qui ci sono tutte le tombe della famiglia che ha fatto grande Mirandola, l'edifico ha un enorme valore storico in sè che va preservato interamente.
Per questo parte la petizione dei cittadini, che chiede modifiche che non rallenterebbero i lavori: si inizierà con banchetti e porta a porta, all'uscita delle chiese, e poi raggiunto il quorum di 100 firme necessario per depositarle in Comune, si darà il via anche alla raccolta on line.
IL PROGETTO VINCITORE, I RENDERING
Il comunicato stampa del comitato promotore della raccolta firme
A seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012 che ha colpito l’Emilia, sono state distrutte praticamente tutte le chiese della Diocesi di Carpi: 50 su 54, tra queste è crollata anche la chiesa di San Francesco a Mirandola (MO) costruita nel 1278 e tra le prime (terza in Italia) dedicata al Santo. Si tratta di un tempio in stile romanico-gotico che custodisce le tombe dei Pico che per secoli hanno retto il Ducato di Mirandola. La chiesa è sempre stata officiata e seguita dai Padri francescani e solo negli ultimi anni, precedenti il sisma, dalla Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri-Boccone del Povero: il cui rettore è Padre Salvatore Russo. Subito dopo il terremoto sono state raccolte oltre 1000 firme per chiedere che le chiese fossero ricostruite come erano e dov’erano e che fossero riconsegnate al culto; anche perché si paventava che potesse essere adottata la soluzione di trasformarne, in particola proprio la chiesa di San Francesco, in museo a cielo aperto. Tale petizione venne inviata al Consiglio Comunale di Mirandola, alla Diocesi di Carpi e alla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Bologna. Il Consiglio Comunale ha accolto ed approvato all’unanimità questa proposta con delibera nr. 151/2013; inoltre l’amministrazione comunale di Mirandola propose anche di essere partecipe e parte attiva al momento della predisposizione del bando per la ricostruzione e della definitiva assegnazione. La chiesa di San Francesco risulta essere ad oggi di proprietà del FEC (Fondo Edifici di Culto). All’inizio del 2017 il Ministero dei Beni Culturali aveva stanziato circa 3.000.000,00 di euro per un primo stralcio di lavori di ripristino della chiesa. Dopo dieci anni di silenzio dal sisma, ecco che dal Comune di Mirandola viene allestita una esposizione presso i locali della ex Cassa di Risparmio, dove compaiono i quattro progetti di ristrutturazione della Chiesa di S: Francesco: 1°, 2°, 3°, 4° classificati. In una serata estiva, nel giardino della ex Cassa di Risparmio, i rappresentanti della Ditta che si è aggiudicata il 1° premio hanno illustrato il progetto da loro elaborato. Da allora si è parlato molto nei vari ambienti cittadini di quel progetto vincitore e ne sono emerse molte critiche negative a proposito di quel ripristino della Chiesa. In sintesi, questi: 1) si ritiene che la grande breccia della parete sud della Chiesa dovrebbe essere ricostruita, per quanto possibile, con i mattoni originali recuperati, e le vetrate corrispondenti ripristinate; 2) le vele delle navate crollate siano ricostruite, se non in mattoni, come "in antiquo", almeno con materiali che ben si adattino ad un edificio del XIII secolo; 3) il campanile - orribile quello progettato, simile ad un camino industriale - deve riprendere le fattezze di quello originale, con la cella campanaria con le quattro monofore e la sommità terminante ad agile cono, come compare in tutte le illustrazioni dello "sky line" di Mirandola. Queste le principali richieste della Cittadinanza mirandolese, memore della Petizione del 2013 approvata, anche grazie alla significativa mediazione di Forza Italia, all'unanimità dal Consiglio Comunale, nella quale si chiedeva la ricostruzione delle Chiese mirandolesi -dove erano e come erano- e rese al culto officiato. Pertanto si richiede una verifica del progetto vincitore con le modifiche suggerite. Il Comitato pro San Francesco Andrea Smerieri Antonio Tirabassi Antonio Platis
- La lettera che i cittadini scrissero a Papa Francesco per chiedere l’avvio dei lavori di recupero
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